Giovedì 19 Ottobre 2017
Diritti
Eternit. Condanna annullata. I familiari delle vittime: “ingiustizia è fatta!” PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 20 Novembre 2014 10:50

Il reato è entrato in prescrizione e così la condanna di Stephan Schmidheiny per il processo Eternit è stata annullata senza rinvio, si è espressa così la prima sezione penale della corte di Cassazione.

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Verso lo sciopero generale del 5 dicembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 15 Novembre 2014 08:22

Ieri un’altra intensa giornata di scioperi, proteste e mobilitazioni in tutta Italia contro le misure che il governo Renzi sta assumendo in materia di lavoro, diritti, ma anche fisco e servizi.

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Sindacati ancora in Piazza PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Giovedì 06 Novembre 2014 17:04

Dopo la imponente manifestazione della CGIL del 25 ottobre in Piazza San Giovanni che ha visto sfilare per le vie di Roma oltre un milione di donne e uomini, giovani e anziani arrivati da tutta Italia per manifestare contro le politiche del Governo tese a penalizzare le fasce più deboli della popolazione con l’abolizione dell’art. 18 e con una Legge di Stabilità (Finanziaria) centrata su tagli che colpiscono i servizi ai cittadini, la mobilitazione continua.

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Un milione a Roma per i diritti e il lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 25 Ottobre 2014 19:10

A lavoro e alla lotta, con queste parole Susanna Camusso chiude il suo intervento a Piazza San Giovanni. Una piazza che non contiene i due cortei partiti con un’ora di anticipo da Piazza della Repubblica e da Piazzale Ostiense,

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I Diritti non si toccano. Domani la CGIL in piazza PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Venerdì 24 Ottobre 2014 07:40

I lavoratori italiani hanno dato carne e sangue nel corso di decenni per affermarli i loro Diritti di uomini e donne per fare di questo paese un paese moderno dove nessun uomo deve piegare la testa davanti ad un altro uomo e il bracciante e l’operaio possono togliersi la coppola e indossare il cappello come il padrone, un atto simbolico con il quale Di Vittorio volle dare a suo tempo il segno della dignità e dell’uguaglianza, conquistata attraverso il lavoro.

 

Prima, diceva un ritornello dello Yorkshire, si andava “a lavorare per poter mangiare per poter lavorare”, insomma come agli asini si da la biada perché siano in grado di portare la soma e di riprodursi per servire i padroni.

Poi Di Vittorio s’è messo il cappello e di conquista in conquista le cose sono cambiate, in fabbrica, sui campi, a livello legislativo, per trasformare il lavoro da mero mezzo riproduttivo ad espressione delle qualità individuali, da sofferenza a soddisfazione, da annullamento personale a dignità.

Domani, allora, in Piazza San Giovanni, a Roma la CGIL ha dato appuntamento ai propri iscritti e militanti, a tutti i lavoratori italiani, ai pensionati e ai disoccupati, agli uomini e alle donne, ai giovani ai quali questo paese sembra ormai poter offrire solo Call Center precari o le vie dell’emigrazione, per affermare in tanti che la dignità non gliela può togliere nessuno.

Ci provano: togliere l’art. 18 che difende dai licenziamenti arbitrari, se non piaci al padrone o se sei un sindacalista; demansionare il lavoratore, così che non possa essere padrone neppure della propria professionalità; riportare sui luoghi di lavoro “le tecniche di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”….

insomma cancellare lo Statuto dei Lavoratori, dicono per cambiare, ma quanto si va proponendo sembra piuttosto riportare indietro, ai primi del Novecento, attraverso un capovolgimento delle carte in tavola tentando di far credere al paradosso per cui si creerebbe occupazione attraverso la disoccupazione, insomma ti caccio così un altro può lavorare. Non si può gabellare per “cambiamento” e “modernità” il ritorno al peggio e al vecchio così che la CGIL, i lavoratori e i disoccupati italiani domani arriveranno a Piazza San Giovanni, con lo slogan, fra gli altri, di “Cambiare l’Italia”, perché i diritti non si tolgono ma si estendono, perché non si ritorni a forme di sfruttamento e sottosalario, perché domani centinaia di migliaia di persone costituiscano baluardo a difesa dei lavoratori delle Acciaierie di Terni, di Meridiana e di tanti altri che rischiano il licenziamento.

 

Per i diritti dunque e per l’occupazione, raccogliendo il grido di Papa Francesco: “nessuna famiglia resti senza Lavoro!”

 

 

C.V.

 

24-10-14

 
Agnesi. Lo storico pastificio di Imperia verso la chiusura PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 21 Ottobre 2014 16:23

E’ partito ieri lo sciopero di 4 giorni per i 110 dipendenti dello stabilimento Agnesi, pastificio fra i più antichi in Italia, in attività dal 1824. La mobilitazione nasce in risposta al piano presentato dal gruppo Colussi, proprietario del marchio, che sembra prevedere la chiusura del pastificio nel 2015, con la conseguente perdita dei posti di lavoro, ed un’immediata riduzione della produzione.

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Ast Terni. Fallita trattativa. 16 ottobre sciopero PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Venerdì 10 Ottobre 2014 17:27

È fallita la trattativa per l’AST di Terni, la stessa mediazione del Governo non ha sortito effetti positivi risultando insoddisfacente sia per i Sindacati che per l’impresa. La risposta è lo sciopero generale di 8 ore proclamato unitariamente dai sindacati in tutta la provincia di Terni.

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La Cgil in piazza per il lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 04 Ottobre 2014 10:10

Entra nel vivo la preparazione per la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per il 25 ottobre a Piazza San Giovanni a Roma.

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Morti due operai nel cremonese PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Sabato 27 Settembre 2014 13:04

Due operai sono morti in un incidente sul lavoro avvenuto ieri sera, intorno alle 23, nell'azienda Ferraroni Mangini a Bonemerse nel cremonese.

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Peschereccio affonda al largo coste trapanesi. Un morto e un disperso PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 23 Settembre 2014 11:50

In mare si muore ancora come ai tempi dei Malavoglia, questa volta non sono migranti in cerca di salvezza ma si tratta di pescatori di un piccolo peschereccio iscritto al compartimento marittimo di Marsala col nome di ''Tre fratelli''.

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