Lunedì 18 Giugno 2018
Astensione. La risposta ad un voto percepito come inutile PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 27 Maggio 2013 14:33

Il voto, il diritto di voto è l’essenza stessa della democrazia, a patto però che il contratto tra votante e delegato venga rispettato, almeno un po’. A patto cioè, che quel voto espresso, e quel diritto, costato tanto a chi ci ha preceduto, abbia un senso, indichi una direzione ai “nostri” rappresentanti.

 

Oggi si rimane sbalorditi dall’alto tasso di astensione in occasione delle elezioni amministrative, che hanno chiamato alle urne circa 7milioni di elettori. A Roma il dato record con solo il 52,8% di persone che si sono recate a votare.

C’è ben poco da stupirsi, era un dato annunciato: questo voto avviene a 90 giorni da quello per le elezioni politiche, che ha portato ad un nuovo governo per il Paese, che rappresenta un risultato deludente per qualsiasi elettore, sia egli di centrodestra o di centrosinistra. Qui veramente uno scontento “di larghe intese”.

Infatti, dopo una campagna elettorale accesa, con due schieramenti fortemente (almeno così sembrava) contrapposti; con programmi antitetici circa le misure con le quali far ripartire il Paese (almeno così sembrava); con una cifra politica e morale anch’essa antitetica (almeno così sembrava); ebbene dopo tutto questo il risultato è Letta Premier e Alfano Vicepremier.

In realtà nulla è stato come sembrava. Un risultato che ha annullato, ignorato, reso indifferente ed inutile qualsiasi volontà di voto espressa dagli elettori il 25 febbraio.

Altro che disaffezione! Si va a votare come se fosse un rito dalle conseguenze nulle, l’elettore vota – sulla base di un programma – e poi colui, coloro che sono stati votati per attuare quel programma fanno tutt’altro! Bella democrazia! Allora rimane veramente ben poco da stupirsi circa il dato dell’astensione.

 

Forse la colpa non è di chi vota, ma di chi va a chiedere quel voto senza essere in condizione di rispettare il mandato.

 

27-5-2013