Lunedì 18 Giugno 2018
Voto. In Europa con un passo diverso PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 26 Maggio 2014 14:25

Comunque la si pensi con il voto europeo l’Italia è uscita dal pantano, dall’indecisione di un elettorato diviso in tre, il cui voto alle politiche non ci ha consegnato un Governo certo se non quello delle larghe intese o delle intese con chi ci stava.

Oggi il Paese ha fatto una scelta e il 40,8% del Pd non è dato che si può liquidare o dimenticare in poche ore, è stato detto un risultato straordinario, sicuramente storico con numeri che mai si sono registrati in Italia. Alla performance del Pd si deve unire il risultato di Tsipras, che rispetto ai sondaggi che lo davano fuori dalla quota di salvezza, raggiunge il 4% dando un respiro di sinistra. Insomma si va in Europa con un passo diverso.

 

Soddisfazione per il risultato viene, non solo come è ovvio dai protagonisti politici della vittoria, ma anche dalla Cgil, secondo la quale “il risultato del voto italiano alle elezioni europee conferma una vocazione europeista dell’Italia e il desiderio di radicale cambiamento delle politiche recessive di austerità fin qui adottate dell’Unione europea, e questo per la Cgil è motivo di grande soddisfazione”. Dall’esito del voto deve venire una speranza per il lavoro futuro in Europa “oggi – prosegue la Cgil - alla vigilia del semestre di Presidenza italiano della Ue, da cui si attende un’azione forte e incisiva del Governo che convinca l’Unione della necessità di adottare una politica finalmente espansiva, attenta ai bisogni dei ceti popolari, dei lavoratori e dei pensionati”. Ma l’analisi di Corso Italia passa anche attraverso lo spettro del populismo, che questo risultato almeno in parte scongiura, un risultato che “rimette al centro un’idea positiva di Europa e di buona politica, oltremodo importante anche nella lotta contro i tanti, sterili populismi e contro i pericoli di una destra xenofoba che, nel loro complesso, sono purtroppo cresciuti in Europa”. 26-5-14