Giovedì 23 Novembre 2017
Cuba-Usa. Si apre il dialogo con l'aiuto di Papa Francesco. Speranze per la fine dell'embargo PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 19 Dicembre 2014 10:38

Gli stessi colori, il bianco, il rosso e il blu, ci sono le stelle e le strisce: due bandiere così simili e due Paesi così lontani, seppure divisi da poche miglia di mare. Da una parte una piccola isola caraibica, dall’altra una superpotenza mondiale, da un lato l’ideale comunista di uguaglianza e giustizia sociale, dall’altra la massima espressione del capitalismo.

 

Da una parte c’è Cuba, stretta da decenni da un embargo duro e condannato da più fronti, anche dall’ONU; dall’altra parte ci sono gli Stati Uniti che quell’embargo lo hanno deciso e mantenuto, che vedono un grande nemico in quella piccola isola. Ora forse la storia sta cambiando, a sorpresa mercoledì Barack Obama e Raul Castro, in due conferenze stampa praticamente contemporanee, hanno aperto degli spiragli e avviato un dialogo fra le loro nazioni.

 

“L'isolamento non ha funzionato, è giunto il momento di un nuovo approccio”, ha annunciato Obama, affermando che gli Usa ristabiliranno piene relazioni con Cuba, che Washington aprirà un'ambasciata all'Avana, saranno revocate le restrizioni su viaggi e rimesse in denaro verso l'isola caraibica e verranno liberati tre agenti cubani detenuti in Usa per spionaggio.

Dall’altra parte del mare, parlando ai cubani Raul Castro ha affermato che le decisioni su Cuba prese dal presidente Obama “meritano il rispetto e il riconoscimento del nostro popolo”, anche se si tratta di misure che “non risolvono la questione principale, cioè il blocco economico, commerciale e finanziario che provoca enormi danni economici e umani, e deve cessare”. E questo per Obama vuole essere il passo successivo, anche se dovrà affrontare la contrarietà dei repubblicani.

 

Ma intanto il presidente Obama e castro aprono un nuovo corso, il primo dicendo “Todos somos americanos”, il secondo annunciando la costruzione di un socialismo prospero e sostenibile. Una svolta epocale che arriva inaspettata ma che nasce da un lungo anno di relazioni diplomatiche, favorite ed incoraggiate da Bergoglio, il Papa che viene dal Sud America e che più di una volta ci è parso “rivoluzionario”.

Sia Obama che Castro hanno ringraziato per la sua mediazione Papa Francesco che ha espresso il suo “vivo compiacimento per la storica decisione dei Governi degli Stati Uniti d'America e di Cuba di stabilire relazioni diplomatiche”. E chissà se dopo il vento della Pampa portato dai tangueros durante il compleanno del Papa che ha festeggiato con un bicchiere di mate, il prossimo compleanno non sia accompagnato da un cubalibre!

 

Valentina Valentini

 

19-12-2014