La Grecia dice NO. Vince la democrazia e l’autodeterminazione di un popolo Stampa
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 06 Luglio 2015 08:38

Una notte di festa sulle note di Bella Ciao nella sede di Syriza e in piazza Syntagma all’annuncio delle proiezioni sul risultato del referendum indetto dal governo greco: il NO oltre il 60%.

 

La Grecia con grande coraggio ha detto No alla proposta dei creditori, NO all’austerità, NO ad un’Europa schiava della Germania, NO a misure che colpiscono duramente la popolazione. Come un terremoto l’Europa è stata scossa da un vento forte di democrazia, libertà, autodeterminazione. Il popolo greco è consapevole che le difficoltà non finiscono qui, anzi la strada per la ripresa è ancora lunga, le banche non hanno liquidità, da Berlino fanno sapere che l’ipotesi di un compromesso è difficile, il debito continua a pesare sulla Grecia. Eppure Tsipras ha saputo dare fiducia e forza al suo Paese, per lui il risultato del referendum è anche una grande affermazione politica.

 

“Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata”ha commentato ieri sera con soddisfazione il premier greco: "Ora chiediamo un accordo per uscire dall'austerity. Vogliamo un'Europa della solidarietà. Il 'no' non è una rottura con l'Unione Europea. La Grecia andrà al tavolo negoziale con l'obiettivo di riportare alla normalità il sistema delle banche. Vogliamo continuare le trattative con un programma reale di riforme, ma con giustizia sociale". Dopo la festa, le bandiere sventolate, le rise e i cori in piazza di un popolo soffrente ma non piegato, come ha dimostrato, la giornata di oggi si è aperta con l’annuncio delle dimissioni del ministro greco dell'Economia Yanis Varoufakis. “Presto lascerò l'incarico – scrive sul suo blog - saputo che alcuni ministri all'interno dell'Eurogruppo abbiano una preferenza per la mia assenza dal meeting. Considero un mio dovere non ostacolare l'intesa e aiutare il premier Alexis Tsipras nel suo tentativo di arrivare ad un accordo con l'Eurogruppo”.

Intanto l’Europa dei potenti corre ai ripari (oggi previsto incontro a due Merkel-Hollande e domani un vertice dell’Eurozona) e l’Europa dei popoli si gode il vento di cambiamento che soffia dalla Grecia.

 

06-07-2015