Giovedì 21 Giugno 2018
GRECIA - IL PUNTO PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 07 Luglio 2015 18:55

Un piano di riforme che ancora non c'è e una richiesta di nuovi aiuti è in arrivo. E', al momento, la fotografia dello stallo nei difficili rapporti tra la Grecia e le istituzioni europee.

 

Da una parte, Tsipras chiede un nuovo intervento del fondo salva-Stati, indispensabile anche per sbloccare la liquidità della Bce e dare nuovo ossigeno alle agonizzanti banche greche. Dall'altra, i suoi creditori voglio vedere un impegno concreto, formale, che ancora non c'è, prima di aprire un vero e proprio negoziato. Sullo sfondo, l'ipotesi di una rottura dei rapporti, che aprirebbe la strada al default e, nonostante non sia una strada prevista dai Trattati, all'uscita di Atene dalla zona Euro. La sintesi, al termine dell'Eurogruppo, l'ha fatta il presidente Jeroen Dijsselbloem: "i greci ci manderanno una richiesta di aiuti Esm entro domattina, e un nuovo Eurogruppo telefonico la valuterà, poi ci invieranno una lista di riforme".

Con l'invio della lettera di Atene, partirà il meccanismo di attivazione del fondo: "Spero che domani arrivino le proposte e ci sia l'avvio del negoziato", ha aggiunto. Uno scenario in cui si inseriscono l'irritazione dei principali partner europei, Angela Merkel in testa, "senza le necessarie riforme è impossibile prendere le necessarie iniziative" e l'intervento preoccupato della Casa Bianca. Barack Obama ha discusso della crisi greca sia con il premier Alexis Tsipras che con stessa cancelliera tedesca, ha riferito il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, puntualizzando che nei colloqui telefonici il presidente Usa ha ripetuto che la Grecia dovrebbe rimanere nell'eurozona e che le parti dovrebbero trovare un accordo per un piano di aiuti che sia sostenibile per Atene.

La cronaca della giornata, nella consueta girandola di dichiarazioni e indiscrezioni, si snoda intorno a pochi punti fermi. In una situazione in continua evoluzione, con incontri che in queste ore potrebbero ribaltare improvvisamente il quadro, in un senso o nell'altro. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e il presidente della Bce Mario Draghi stanno affrontando la crisi guardandone soprattutto i decisivi aspetti tecnici.

Sul piano politico, dopo il colloquio telefonico con Obama, il premier greco Tsipras farà al punto con Merkel e Hollande. Le premesse indicano comunque, ancora, una sostanziale divergenza di approccio.

"Dopo la scadenza del secondo programma e la vittoria del 'no' al referendum in Grecia, non abbiamo un quadro per negoziare su un programma con l'Esm", ha scandito la cancelliera tedesca. In ogni caso, ha avvertito, arrivare a un accordo "non è più questione di settimane ma di giorni" e "la solidarietà senza riforme è un sentiero che non possiamo percorrere". In linea, Hollande. "Dobbiamo poter esaminare le proposte greche il più rapidamente possibile. Il nostro obiettivo è tenere la Grecia nell'euro, ma il governo deve presentare delle proposte serie e credibili".

Decisamente più ottimista il premier Matteo Renzi. Un accordo tecnico fra la Grecia e le istituzioni creditrici "si può trovare anche agevolmente, serve un po' di buona volontà". Questo, pur puntualizzando che, per rimanere nell'eurozona, "occorre seguire delle regole, che possono essere interpretate con un po' di flessibilità, ma, come sanno tutti i Paesi dell'euro, vanno seguite".

 

(FONTE AdnKronos)

 

07-7-2015