Mercoledì 18 Ottobre 2017
Ancora attentati in Turchia. Intanto il governo di Ankara prosegue bombardamenti contro i curdi PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 18 Febbraio 2016 11:33

A poche ore dall’attentato di Ankara questa mattina un attacco contro un convoglio militare a Diyarbakir, principale città curda nel sud-est della Turchia, ha causato sette morti.

I sospetti del governo cadono su membri del Pkk in una zona in cui gli scontri tra l’esercito ed il Partito dei lavoratori del Kurdistan sono sempre più aspri. Intanto è stato identificato l’attentatore di Ankara che, secondo il quotidiano Sozcu sarebbe un membro delle milizie curdo-siriane dell’Ypg. Il Pkk, però, smentisce ogni coinvolgimento: il co-leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan, Cemil Bayik ha detto:"Non sappiamo chi abbia effettuato l'attacco di Ankara, ma potrebbe trattarsi di un atto di ritorsione per i massacri in Kurdistan".

 

La situazione appare particolarmente tesa, di fatto dal luglio scorso è stata interrotta la tregua in vigore dal 2013, il governo di Ankara considera i combattenti curdi alla stregua di terroristi e da sabato l’artiglieria turca ha iniziato a bombardare le postazioni curde in Siria, in particolare a nord di Aleppo. Inoltre l'aviazione militare turca ha colpito alcuni obbiettivi del Pkk nel Nord dell'Iraq, uccidendo, secondo fonti militari, una sessantina di miliziani nel settore di Haftanin, non lontano dalla frontiera siriana.

 

Il presidente turco Tayyip Erdogan ha affermato che la Turchia non intende fermare i bombardamenti contro i curdi siriani dell'Ypg, sottolineando che gli Stati Uniti dovrebbero decidere se sostenere la Turchia o i militanti curdi. Infatti a far infuriare il leader turco sarebbe stata la rapida avanzata dei curdi siriani appoggiati dagli Stati Uniti, che riconoscono l’importante ruolo svolto dai combattenti curdi nella resistenza all’avanzata dello Stato islamico.

 

V.V.

 

18-02-2016