Martedì 12 Dicembre 2017
Il contro-golpe di Erdogan. Epurazioni e arresti, Amnesty denuncia torture PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Giovedì 21 Luglio 2016 10:26

Dopo il fallito Colpo di Stato in Turchia il governo ha risposto con 11mila arresti, epurazioni che coinvolgono circa 80 persone fra funzionari del ministero dell’Interno, insegnanti (tra l’altro è stato arrestato il rettore dell’Università di Gazi ad Ankara, Suleyman Buyukberber), giudici e magistrati, dipendenti pubblici, imam, migliaia di persone a cui è stato tolto il diritti di espatrio.

 

 

“Non abbiamo ancora finito” è il preoccupante annuncio del presidente Recep Tayyip Erdogan che aggiunge “se il popolo decide per la pena di morte e il Parlamento la vota io la approverò!”. Il popolo a cui si riferisce è probabilmente quello dei suoi sostenitori e dei gruppi islamici nazionalisti che in queste giorni esprimono il proprio appoggio al governo occupando piazza Taksim, simbolo fino ad oggi di manifestazioni per la democrazia e la libertà.

 

E dalla piazza centrale di Istanbul, proprio sulla facciata del Centro Culturale Ataturk oggi è stato srotolato uno striscione con scritto “Feto (Gulen), cane del diavolo, impiccheremo te e i tuoi cani al vostro stesso guinzaglio”. Il riferimento è all’imam Fethullah Gulen, secondo Erdogan la mente del golpe, che però si dichiara estraneo e definisce “ridicole” le accuse.

 

Amnesty Internationale denuncia estese torture contro militari detenuti in isolamento presso la centrale di polizia di Ankara e teme la censura dell’informazione . “Stiamo assistendo a una repressione di proporzioni eccezionali - ha dichiarato Andrew Gardner, ricercatore di Amnesty - Mentre è comprensibile e legittimo che il governo voglia porre sotto inchiesta e punire i responsabili del sanguinoso tentativo di colpo di stato, è doveroso che le autorità rispettino lo stato di diritto e proteggano la libertà d’espressione”

 

21-07-2016