Mercoledì 13 Dicembre 2017
Libia. Movimenti pacifisti, no invio militari ma ricostruzione democratica PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 14 Settembre 2016 11:55

In Libia non serve l'invio di militari ma una "visione ampia e ricostruzione democratica". In una nota, Rete Italiana per il Disarmo e Rete della Pace esprimono "forte preoccupazione sulla decisione da parte del Governo Italiano di procedere ad un intervento di natura militare in Libia, e ribadiscono la propria contrarietà a qualsiasi tipo di intervento armato".

 

"La soluzione per la grave situazione conflittuale in corso da anni in Libia potrà derivare solo -proseguono i rappresentanti del movimento pacifista- da una visione politica ampia che metta al primo posto la ricostruzione di un tessuto democratico a partire dal rafforzamento della società civile, cosa impossibile da effettuarsi con le armi. A maggior ragione nel momento in cui all'imminente sconfitta di Daesh in Libia rischia di riaccendersi una guerra civile tra Tripoli e Tobruk come già evidente negli ultimi recentissimi sviluppi relativi alla avanzata delle milizie del generale Heftar, nella cosiddetta Mezzaluna petrolifera. I pacifisti considerano inoltre "fuorviante e problematico definire l'intervento di circa 300 effettivi dell'Esercito italiano, di cui solo una minima parte sarà personale medico, come un'azione di natura ''umanitaria". Gli interventi umanitari seri e lungimiranti si compiono con le strutture ed organizzazioni formate in tal senso, non con unità militari. Consideriamo inoltre inaccettabile paragonare il dispiegamento di effettivi armati a Misurata, nel pieno del conflitto interno libico per il possesso delle aree di produzione petrolifere, all'intervento di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto che le nostre Forze Armate hanno condotto nelle regioni centrali dell'Italia".

 

14-9-16