Martedì 19 Giugno 2018
Strage a Gaza, 59 palestinesi uccisi e quasi 3mila feriti mentre USA e Israele festeggiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 15 Maggio 2018 08:41


E’ Ivanka Trump a fare da maestra di cerimonia e a scoprire la targa della sede diplomatica statunitense a Gerusalemme, elegantissima e sorridente insieme ai rappresentanti di Washington e ai più alti esponenti politici e religiosi dello Stato Ebraico.

 

A poca distanza, sul confine fra Israele a Striscia di Gaza, si consuma il massacro. Manifestanti palestinesi, fra cui molte donne e bambini, si accalcano contro le recinzioni e tirano pietre per protestare contro l’apertura dell’ambasciata e, in pratica, il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Ma la rabbia è più antica, nasce 70 anni fa dopo la strage e l’esodo dei palestinesi, viene da 10 anni di embargo, da una vita vissuta in una prigione e cielo aperto dove povertà e terrore per i raid aerei israeliani sono all’ordine del giorno.

 

E così ieri Hamas non ha faticato a richiamare decine di migliaia di persone che hanno manifestato tirando pietre e ricevendo contro proiettili. L’esercito israeliano ha sparato sulla folla e questo è il bilancio: un soldato israeliano leggermente ferito da una scheggia; 59 palestinesi uccisi fra cui molti minori e una neonata, Leila al-Ghandour, 8 mesi, morta dopo aver inalato gas lacrimogeni; fra i palestinesi i feriti, riferisce il ministero della Sanità della Striscia, sono circa 2.800, alcuni gravissimi; scontri anche in Cisgiordania. Netanyahu, fra un ringraziamento e l’altro all’amico Trump, ha dichiarato di appoggiare a pieno l’operato dell’esercito e il diritto di Israele a difendersi. Ma dalla comunità internazionale piovono condanne. L’Ue, la Russia e l’ONU prendono le distanze della scelta di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme e dalla violenza perpetrata ieri.

 

"Il regime israeliano - ha commentato il ministro degli esteri di Teheran Mohammad Javad Zarif - massacra innumerevoli palestinesi a sangue freddo durante una protesta nella più grande prigione a cielo aperto". Mentre la Turchia ha deciso di richiamare i suoi ambasciatori a Washington e Tel Aviv.

“Ecco un altro orribile esempio del ricorso alla forza eccessiva da parte dell’esercito israeliano e dell’uso di proiettili veri in un modo del tutto deplorevole. Siamo di fronte a una violazione degli standard internazionali e, in alcuni casi, a quelle che paiono uccisioni intenzionali che costituiscono crimini di guerra”, ha dichiarato Philip Luther, di Amnesty International.

 

Intanto nella Striscia sono stati proclamati tre giorni di lutto ed i palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme est hanno iniziato uno sciopero generale. L’Autorità nazionale palestinese, per bocca del suo presidente Abu Mazen, ha denunciato il "massacro" e le "oltraggiose violazioni dei diritti umani".

Più dura Hamas che ha lanciato un appello ad una nuova intifada per vendicare i quasi 60 morti palestinesi. ''La risposta palestinese deve essere chiara, non c'è altra scelta, se non mettere a fuoco e fiamme Gaza e la Cisgiordania in risposta di quello che è successo'' ha detto il numero due di Hamas, Khalil al-Hayya. ''Il nostro popolo ha risposto a questa nuova aggressione sionista-americana e hanno segnato con il loro sangue la mappa del ritorno''.

Una nuova ondata di odio e violenza più che prevedibile dopo le azioni degli Stati Uniti e di Israele, come prevedibile la rabbia dell’intero mondo arabo e la minaccia di al-Qaeda, che ha chiamato i musulmani al Jihad contro l'America di Trump e Israele.

 

Valentina Valentini

 

15-05-2018