Lunedì 20 Agosto 2018
Spagna a rovescio: Garzòn al “banquillo” viene sospeso PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 14 Maggio 2010 06:41

Il giudice della “Audiencia Nacional”( Tribunale spagnolo che ha sede a Madrid, con potere di giurisdizione su tutto il paese) spagnola, Baltasar Garzòn, va al banco degli imputati (il “banquillo”) per rispondere del reato di “prevaricazione” in merito ad alcune indagini avviate dal magistrato. Il verdetto emesso dai giudici è stato, come prevedibile, la sospensione dagli incarichi...

Fra l’altro, il Giudice LucianoVarela del “Tribunal Supremo”, su denuncia del sindacato di destra “Manos Limpias” e di “Falange Spagnola” (l’organizzazione fondata dal dittatore Primo De Rivera), contesta a Garzòn:
1-di aver avviato indagini sui crimini commessi nel periodo franchista dagli uomini del caudillo, in particolare al riguardo delle “desapariciones”, 114.266 persone svanite (fatte sparire) tra il 1936 e il 1951, configurando, secondo Garzòn, i reati di violazione dei diritti umani e addirittura di genocidio. Secondo il giudice del T.S. l’azione di Garzòn viola la “Ley de amnistia” del 1977.
2-di aver usato intercettazioni telefoniche per mettere a nudo un grosso e losco affare di corruzione e frode fiscale ( conosciuto in Spagna come “caso Gürtel”) coinvolgente politici ed affaristi, inchiodati dalle prove raccolte dal giudice dell’Audiencia.
La gran maggioranza dell’opinione pubblica è schierata dalla parte di Garzòn e varie manifestazioni si sono svolte davanti alla sede del Tribunale Supremo, la stessa Magistratura Ordinaria ha emesso nei confronti dei capi del caso Gürtel provvedimenti di restrizione in carcere, per i capi dell’organizzazione criminale, e di libertà limitata per gli altri corrotti e corruttori coinvolti.
Vasto lo sdegno per l’ALT imposto alle investigazioni sui crimini franchisti, lo scrittore e Premio Nobel José Saramago denuncia che in Spagna “si è dimenticato l’obbligo di investigare, giudicare, castigare e riparare. Peggio ancora, l’unico giudice, Baltasar Garzòn, che, obbedendo alla legge, ha contribuito valentemente e coerentemente, correndo rischi evidenti, a soddisfare le domande delle vittime, si trova discusso e imputato da coloro che avrebbero l’obbligo ineludibile di far si che la Spagna onori i suoi obblighi internazionali in tema di diritti umani” 
Per Garzòn il rischio è che la sospensione arrivi fino a venti anni: fascisti e criminali, paradossalmente, portano a giudizio e a condanna un giudice antifascista e anticrimine.
Fascisti si sono visti a Madrid nel novembre scorso, ricorrendo l’anniversario della morte del dittatore, in corteo intonando il “cara al sol”, l’inno franchista, senza denunce per violazione della “Ley de Memoria Historica”.
Affaristi di alta finanza e grandi proprietari hanno ottenuto che le misure anticrisi annunciate dal Governo non toccassero rendite e patrimoni.
Garzòn rischia, dopo la condanna, di non poter neanche accettare un incarico offertogli dal Tribunale Internazionale dell’Aja, non conferibile in caso di cessazione dalle funzioni magistrali…insomma: nemmeno l’esilio.
Fosche nubi si addensano anche sulla Spagna, più pericolose di quella del vulcano islandese.

C. V.

14-05-2010