Lunedì 18 Giugno 2018
Spagna: vince la destra, debacle del Psoe. Bene Izquierda Unida PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 23 Novembre 2011 09:07

Uno tsunami elettorale ha scaraventato la Spagna dieci anni indietro, confinando alla deriva il governo del PSOE guidato dal 2004 da José Luis Rodriguez Zapatero che agli occhi degli spagnoli non ha saputo difendere i ceti popolari dalla crisi economica e finanziaria che sta sconvolgendo l’Europa, e non solo. La dirigenza socialista spagnola “ha rinunciato- secondo Cayo Lara, coordinatore generale di Izquierda Unida – a far politica sociale” assumendo misure che hanno peggiorato la condizione economica degli strati più deboli della polazione, dai “precari” ai “milleuristi”, i “fortunati” impiegati pubblici a mille Euro al mese, fino agli ormai milioni di famiglie sulla soglia di povertà e ai 5 Milioni di disoccupati. I tagli alla spesa sociale imposti dalla UE, i licenziamenti facili, la decurtazione degli stipendi dei piccoli impiegati e professori di scuola media, la stretta sugli aiuti ai senza lavoro, hanno avuto come reazione da parte di chi comunque deve mangiare, vestirsi e mandare i figli a scuola, una sorta di “cupio dissolvi” che attraverso l’unica e forse ultima arma, in questo caso di rabbia, ha premiato il Partito Popolare erede ambiguo della destra di Spagna e naturale nemico dei ceti popolari del cui voto oggi viene paradossalmente a beneficiare. Il giorno 20 Novembre, data del voto, si è aperto male a Madrid, con 300 falangisti in piazza a commemorare il giorno della morte di due dittatori, Antonio Primo de Rivera e Francisco Franco, con saluti fascisti e cori di “Cara al Sol”…un brutto giorno, che si è chiuso ancor peggio alla sera con l’apertura delle urne: vince il Partito Popolare con il 44,62%, guadagnando 186 seggi su 350 ( 10 in più della maggioranza assoluta ), mentre il PSOE si attesta al 28,73% ( quasi 15 punti in meno rispetto al 2008 ) con 110 seggi. Tuttavia la voce della sinistra in Spagna non è stata messa a tacere: Izquierda Unida con 1.700.000 voti è riuscita a mantenere viva la voce dei disoccupati, degli sfrattati e dei sindacati che, pur considerando insufficiente l’avanzata di IU, che passa da 2 a 11 seggi, a compensare il dissanguamento del PSOE, potranno tuttavia contare su un sponda politica in parlamento rinforzata a sinistra con il partito di Cayo Lara che sembra aprire da subito a convergenze programmatiche con il partito di Zapatero e altre formazioni di sinistra, in primo luogo con i sindacati, per difendere, come sostiene anche Gaspar Llamazares, precedente coordinatore di IU, la contrattazione collettiva e i servizi pubblici contro i “tagli” e per i diritti dei lavoratori.

 

C.V.

 

23-11-11