Mercoledì 22 Novembre 2017
Stella al merito del lavoro ad Ezio Gallori, macchinista ferroviere PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Lunedì 30 Aprile 2012 11:50

Un Primo Maggio sicuramente particolare sarà quello che vivranno domani i ferrovieri della rivista “ancora In Marcia!”, ma non solo. A seguito delle richiesta dell’Associazione “In Marcia!”, verrà conferita ad Ezio Gallori, presso Palazzo Vecchio a Firenze, la decorazione della “stella al merito del lavoro” per l’anno2012, un riconoscimento importante, che viene dalla Presidenza della Repubblica, ad un uomo che ha fatto dei valori del lavoro e della Costituzione il fondamento della propria vita.

Chi si è occupato di lotte, diritti e lavoro non può non conoscere Ezio Gallori, oggi pensionato e ferroviere dal 1957.

 

I compagni di lavoro e compagni di viaggio di una vita lo hanno proposto in quanto “Gallori si è sempre distinto nel campo della tutela della salute dei ferrovieri e della sicurezza ferroviaria, sia come rappresentante sindacale, sia organizzando convegni, incontri, manifestazioni e seminari tecnico-giuridici, anche come curatore della rivista “Ancora IN MARCIA!”, che tuttora segue. E’ anche stato punto di riferimento formativo e professionale di moltissimi macchinisti, i quali da lui hanno appreso sia le basi tecniche del lavoro che il rispetto della sicurezza e gli ideali di partecipazione democratica dei lavoratori, che hanno sempre contraddistinto il suo operato sindacale”.

 

Ezio Gallori, classe 1938, nasce a Terranova Bracciolini, vince nel 1957 il concorso in ferrovia come aiuto macchinista, nel 1963 supera gli esami a 25 anni, età minima allora richiesta per poter diventare macchinista. Leader indiscusso dei macchinisti, prima in Cgil e poi fondatore del Comu nel 1989, è protagonista della rivista In Marcia!, della quale giovanissimo dal 1960 al 1964 ricopre l’incarico di rappresentante nazionale degli aiuto macchinisti in redazione. Ezio ha vissuto gli anni del terrorismo nero e delle stragi, con attentati devastanti dall’Italicus alla strage di Bologna. E in quegli anni, ricorda Ezio, “tutti abbiamo avuto il nostro attentato”. Dal 1996 è in pensione ma è rimasto sempre un macchinista, attivo in tutti i momenti importanti per la categoria dei ferrovieri e dei lavoratori in genere. Testimone e protagonista anche delle enormi trasformazione che hanno subito nel tempo le Ferrovie dello Stato.

Ecco come il Corriere della Sera dell’8 febbraio 1996 descrive l’ultimo giorno da macchinista di Gallori: garofani rossi e l’Internazionale suonata dalla banda dei macchinisti alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Dal quel momento Ezio ha rivolto tutte le sue energie ed il suo impegno nella rivista e nel disporre, senza pigrizia alcuna, tutta la sua esperienza e saggezza al servizio della “nuova guardia” dei macchinisti ferrovieri e delle nuove mobilitazioni.

Ezio, insieme a tanti suoi compagni, lo si incontra alle manifestazioni per i precari, alle mobilitazioni in difesa dell’articolo 18, alle iniziative in difesa dei macchinisti e ferrovieri ingiustamente licenziati dalle Fs in questi ultimi anni. Poi se c’è da agire sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro e per i passeggeri, Ezio è ancora in prima fila.

 

Così oggi questo riconoscimento ufficiale e solenne viene dato a ragione a chi si è sempre occupato di lavoro, lavoratori e diritti.

 

Alessandra Valentini

 

30-04-2012