Domenica 17 Dicembre 2017
Primo sciopero a Mediaset, trucco e parrucco in rivolta PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 08 Gennaio 2010 11:04

 

 Nel 2010 Canale5 compie 30 anni, ma quest'anno sarà ricordato da Mediaset anche per il primo sciopero che colpisce il gruppo. La protesta che avrà luogo domenica 10 e lunedì 11 gennaio nasce dalla decisione dell'azienda che fa capo alla famiglia Berlusconi di esternalizzare dal 1° febbraio il settore trucco, sartoria, acconciatura...

La Videotime, azienda interna a Mediaset, ha deciso la cessione di 56 lavoratori, per lo più donne, alla Pragma Service Srl di Pioltello, Milano. Per gli addetti del trucco e parrucco significherebbe lavorare, forse, ancora dietro le quinte, ma senza le garanzie ed il trattamento garantito da un'azienda importante come Mediaset. Per questo Cgil, Cisl e Uil hanno indetto lo sciopero, nel timore che questa operazione di esternalizzazione possa essere solo la prima e che la strategia di appalti, adottata da Mediaset anche in settori in cui le risorse umane non mancano, possa toccare altre attività.
E così, mentre l'azienda leader della tv commerciale sgancia stipendi milionari per le sue prime serate e spende in reality, corre il pericolo di vedere la propria programmazione a rischio per la mobilitazione di chi lavora dietro le telecamere per la bellezza di soubrette e presentatori. Lo sciopero è indetto infatti per tutti i circa 3.400 lavoratori del gruppo e non manca la solidarietà per gli addetti del trucco, della sartoria e dell'acconciatura. Ha aderito alla protesta anche lo Slai-Cobas, il sindacato di base storicamente presente nell'azienda di produzione televisiva Videotime, mentre il Cdr del TG5 esprime la solidarietà dei giornalisti ai lavoratori in lotta, ritenendo "ingiustificata la decisione di esternalizzare uno storico settore di Mediaset".
L'azienda, spiegano i lavoratori, ha motivato le cessione in una lettera nella quale si legge che i reparti trucco, acconciature e sartoria non sarebbero attività strettamente legate al processo produttivo televisivo, e per questo possono essere cedute. Un'affermazione strana da parte di un gruppo che ha fatto dell'immagine il suo successo, tanto che una dipendente ribatte: "Provate a chiederlo a un giornalista o a un presentatore se non siamo parti produttive". Chissà se nelle ore di sciopero ci sarà qualcuno che deciderà di andare in onda "nature", o se le veline si porteranno top e short da casa e qualche presentarice un pò attempata oserà un trucco fai da te!
Per capire l'importanza del trucco e parrucco basta pensare che i turni degli addetti a questa attività vengono fissati prima degli altri, "il nostro è un lavoro necessario", sottolineano le lavoratrici pronte a portare avanti la protesta. Fra le altre iniziative anche una lettera aperta a Piersilvio Berlusconi, a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, e a lui, Silvio Berlusconi, che prima di essere premier è stato il fondatore di Finivest e poi Mediaset. "Non ci abbandoni" chiedono i lavoratori al presidente del Consiglio che, di fronte alla conseguenze di una crisi economica sempre negata dal nostro Governo, dichiarò "nessuno verrà lasciato solo". Vedremo se Berlusconi, avvezzo a fondotinta e ricrescita miracolosa dei capelli, lascerà o meno soili i suoi ex-dipendenti....

Valentina Valentini
8-01-2010