Sabato 21 Ottobre 2017
Operai Fs morti a Catania. Procura chiede condanna per colleghi di lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 14 Gennaio 2010 14:30

La Procura di Catania ha chiesto la condanna a pene comprese tra i due e gli otto anni per i quattro colleghi di lavoro di Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese.
Era il 1° settembre del 2008 quando Giuseppe Virgillito, 35 anni e il compagno di lavoro, Fortunato Calabrese, 58 anni, (a soli sei mesi dalla pensione), entrambi operai delle Ferrovie, sono stati travolti dal treno regionale 382 Palermo-Catania, nei pressi della stazione di Motta Sant'Anastasia, vicino Catania. ....

Giuseppe e Fortunato facevano parte di una squadra di 5 tecnici che stava lavorando su linea aperta, utilizzando il martello pneumatico. Il macchinista del treno partito da Palermo avrebbe visto soltanto all'ultimo momento i due operai sui binari: inutile il ripetuto e disperato fischio di segnalazione, poi la frenata, ma quando il macchinista vede un uomo sui binari e frena, quello che vede è già un uomo morto. Inevitabile l’impatto e la morte sul colpo dei due operai.
Subito dopo l’incidente - l’ennesimo sul lavoro e l’ennesimo con quelle modalità sui binari - la Cgil sottolineò come quanto accaduto fosse “il frutto dei tagli continui sulla sicurezza" e la "tragedia poteva essere evitata se non fosse mancata la figura di norma preposta al controllo dei transiti di treni durante le manutenzioni".  Stesso parere fu espresso dall’Orsa Sicilia, che puntò il dito sui “continui tagli sulla sicurezza e sul personale”, in un Paese “dove si licenziano i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza quando denunciano pubblicamente i rischi che giornalmente corrono i lavoratori”. Chiaro il giudizio di lavoratori e sindacati impegnati in prima linea per la battaglia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Oggi dopo oltre un anno il sostituto procuratore Lucio Setola ha formalizzato le richieste di condanna. Per il caposquadra Castrense Cassaro la condanna più severa: 8 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e calunnia; per il capostazione di Motta Sant'Anastasia, Giuseppe Apa, il pm ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi per omicidio colposo plurimo; calunnia e favoreggiamento personale con condanna a due anni per un collega delle vittime, Salvatore Battaglia, e un dipendente della Ferrovie, Pasquale Bruno. Secondo l'accusa avrebbero tentato di coprire le responsabilità del caposquadra posizionando dopo l'incidente la segnaletica lungo i binari, che invece non era stata messa per segnalare i lavori in corso. La prossima udienza del processo è stata fissata per il 10 febbraio. Il processo è in corso, la magistratura ha lavorato e sta lavorando. Tuttavia non possiamo sottrarci da alcune considerazioni che le richieste del pm ci suscitano. Unici responsabili dell’accaduto sembrano essere sempre e solo i lavoratori stessi; a volte direttamente quelli morti, a volte i colleghi di lavoro rimasti vivi. Se il Processo per l’incidente ferroviario di Crevalcore si è concluso con un solo “colpevole”, cioè il macchinista morto nello scontro, per l’incidente di Motta Sant’Anastasia si potrebbe profilare un simile scenario. Uno scenario nel quale a pagare per le gravi carenze di sicurezza sui posti di lavoro sono solo gli ultimi della catena che quella sicurezza avrebbe dovuto garantirla. Dove sono le responsabilità iniziali e i doveri del datore di lavoro nel garantire la sicurezza? Di chi la responsabilità di far eseguire i lavori di manutenzione binari con le linee aperte, così si risparmia qualche minuto per non intaccare le famosa puntualità dei nostri treni? Di chi la responsabilità di “tagliare” il numero dei componenti delle squadre addette ai lavori di manutenzione e riparazione?


Alessandra Valentini


14-1-10