Mercoledì 18 Ottobre 2017
Sindacati in piazza per il valore del lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Sabato 16 Giugno 2012 10:57

Si chiude sulle note de L’Internazionale e Bella Ciao la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil che ha portato in piazza del Popolo a Roma centinaia di migliaia di persone per “il valore del lavoro”.

 

La mobilitazione si concentra sui temi della crescita, dell'occupazione e del welfare accanto alle politiche di controllo del debito e per un fisco più equo. A sfilare in corteo aziende, lavoratori di ogni categoria, esodati, giovani, studenti, disoccupati, pensionati migranti: l’Italia in crisi insomma. L’Italia che protesta e incalza il governo dicendo alla Fornero “Adesso piangiamo noi!”.

 

Sono tante le persone e tante le bandiere, quelle di Cgil, Cisl e Uil mischiate insieme dopo tanto, troppo tempo. E proprio i tre leader, Bonani, Angeletti e Camusso chiudono parlando dal palco di Piazza del Popolo con toni decisi e con la promessa che se non si cambia rotta il sindacato continuerà a mobilitarsi in tutta Italia per il lavoro e per la crescita.

"Siamo qui per chiedere al Governo il cambiamento - dichiara il Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso -. La politica di rigore ha prodotto iniquità e non ha dato risposte al lavoro e allo sviluppo. Chiediamo un cambiamento dell'agenda nella politica senza il quale non ci potranno essere prospettive per il Paese". Servono provvedimenti concreti, ribadisce Camusso, e "sarebbe meglio ricominciare da capo sulla riforma del lavoro". Ma il pressing è anche sulla questione degli esodati, “siamo in piazza anche per loro” dicono dal palco. E poi il con una riforma che riduca la pressione sui lavoratori dipendenti e sui redditi da pensione, una "svolta epocale" sul tema dell'evasione fiscale e la possibilità della patrimoniale.

Applausi e slogan fra i lavoratori che non sono stati fermati dal caldo perché ormai l’esasperazione è incontenibile e la richiesta di diritti, crescita, equità è gridata perché dalla piazza salga fino ai palazzi del potere e perché il Governo non resti sordo all’istanza di chi la crisi la sta pagando sulla sua pelle.

 

 

16-05-2012