Sabato 20 Gennaio 2018
Lavoratori in schiavitù in Piemonte. 13 ore a lavoro per qualche euro PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 27 Giugno 2012 09:21

Lavoratori e lavoratrici in condizioni di schiavitù in un’azienda agricola del Piemonte! La notizia e la denuncia viene dalla Flai Cgil che racconta come  44 persone, lavoratori e lavoratrici provenienti dal nord Africa, sono state trovate due giorni fa dalle forze dell’ordine in una Cascina vicino ad Alessandria, dove si radunavano per prestare la loro opera presso una azienda agricola in condizioni di vera e propria schiavitù. A lavoro per la raccolta di frutti e ortaggi per 12 anche 13 ore al giorno, per un compenso di 320 euro, che tuttavia i lavoratori non hanno nemmeno mai visto, poiché veniva loro corrisposto un “acconto” di qualche euro, nemmeno quanto basta per pagarsi cibo ed alloggio. Il Comune dove si è consumato questo ennesimo episodio di sfruttamento è Castelnuovo Scrivia in Piemonte, a ricordare come la piaga del caporalato e di condizioni inumane di lavoro e di vita è un problema che riguarda l’intero paese, da nord a sud. Quando le Forze dell’ordine hanno trovato i lavoratori si è presentata davanti ai loro occhi una scena di vera emergenza: persone in condizioni di mal nutrimento, di affaticamento estremo, debilitate e quindi da soccorrere tempestivamente.

Sul posto si è recato anche il sindacato e la Flai con il Segretario Generale del Piemonte Valter Crespo. "Immediatamente - si legge nel comunicato della Flai - ci siamo attivati per istituire un tavolo di crisi, con il coinvolgimento anche delle istituzioni e delle organizzazioni professionali, che possa in prima battuta gestire l’emergenza per i 44 lavoratori, dando loro assistenza e cercando un ricollocamento lavorativo su altre aziende".

Intanto da lunedì un presidio permanente di lavoratori, supportati dalla Flai, è attivo davanti ai cancelli dell’Azienda agricola, dove i lavoratori chiedono di avere almeno quel poco che era stato promesso.

Valter Crespo ha espresso grande preoccupazione per un episodio come questo ed ha aggiunto come “in un momento di crisi vi era da tempo il rischio che forme di sfruttamento assumessero un aspetto ancor più violento e drammatico”.

 

27-6-12