Giovedì 23 Novembre 2017
Eureco. Parte il processo per omicidio colposo per la morte di 4 operai PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Martedì 10 Luglio 2012 09:16

Si è aperto il processo per omicidio colposo plurimo nei confronti dei titolari dell'Eureco. Nell’azienda di smaltimento rifiuti di Paderno Dugnano nel 2010 in un terribile rogo morirono 4 operai, mentre altri 4 restarono gravemente ustionati e feriti.

Ieri si è svolta l’udienza preliminare nei confronti dei titolari dell'Eureco per la morte dei quattro lavoratori. Alla sbarra Alessandro Merlino, titolare dell'azienda, definito dal gip Giuseppe Vanore, nella sua ordinanza di custodia cautelare, ''un imprenditore privo di scrupoli (...) dedito esclusivamente, e a ogni costo, a moltiplicare i propri profitti, abusando della sua posizione. Consapevole dei gravissimi rischi dovuti all'organizzazione del lavoro all'interno dello stabilimento”. Molte le accuse rivolte a Merlino, oggi ai domiciliari: omicidio colposo plurimo aggravato dal numero delle vittime, dalla violazione delle norme sulla sicurezza, lesioni colpose gravissime, incendio colposo, frode fiscale (accusa formulata nell'ambito di un'indagine parallela a quella per l'incendio), nonché stoccaggio e smaltimento illecito di rifiuti

 

.Il 4 novembre 20120 a seguito dell'incendio provocato dalla scintilla di un muletto in avaria, morirono Sergio Scapolan, Salvatore Catalano, Harun Zequiri e Leonard Sheu. Gli altri operai feriti “versano ancora in un grave stato psicologico ed in deprecabile disagio economico per la mancanza di lavoro, nessuna prospettiva positiva, abbandonati al loro disagio ed alle loro sofferenze”. E’ quanto affermano i portavoce del “Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco”, costituitosi parte civile al processo insieme alla Cgil Camera del Lavoro, al Comune di Paderno Dugnano e diverse associazioni, tra cui Anmil, A.I.E.A. (Associazione Italiana Esposti Amianto) e Medicina Democratica.

“Finalmente – fanno sapere dal Comitato - si apre uno spiraglio di giustizia, nella speranza che la Magistratura proceda speditamente verso l'accertamento della verità e l'emanazione di una sentenza giusta”. Per ora non resta altro che attendere il prossimo appuntamento in aula, che potrebbe essere già per il 16 luglio.

 

 

10-07-2012