Giovedì 23 Novembre 2017
“Abbiamo già dato”. I lavoratori del pubblico impiego incrociano le braccia PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 27 Settembre 2012 15:28

Mentre ad Atene si preparano ad abolire le tredicesime e quattordicesime agli statali, in Italia i lavoratori del Pubblico Impiego sono anch’essi all’esasperazione, così venerdì 28 settembre incroceranno le braccia per lo sciopero indetto da Cgil e Uil di categoria.

Sotto lo slogan “Abbiamo già dato” circa 3 milioni di lavoratori di sanità, enti locali, università, ministeri, ecc… scenderanno in piazza contro i tagli della spending review.

 

Una serie di misure che colpiscono per primi Comuni e Province, con ridimensionamenti della spesa che si traducono in tagli ai cittadini e ai servizi, aumenti delle tasse e del tariffe locali, riduzione dei posti di lavoro, con licenziamenti e mancate stabilizzazioni, senza contare gli stipendi arretrati.

 

Altro settore sotto attacco è quello della sanità, dove si parla di un’ulteriore riduzione di fondi da destinare al servizio nazionale e alle strutture accreditate. Anche questo significa cancellazione di servizi e prestazioni, a discapito dei cittadini e del diritto alla salute e a tutto vantaggio delle strutture private.

Denuncia Cecilia Taranto, della segreteria nazionale della FP Cgil: “Già ora in molte Regioni, soprattutto quelle sottoposte ai piani di rientro dal deficit, come Lazio, Campania, Calabria e Piemonte, le strutture pubbliche non sono più in grado di assicurare i servizi essenziali ai cittadini. La spending review non farà che aggravare un quadro compromesso e porterà in sofferenza la sanità in tutta Italia, comprese le realtà territoriali più virtuose, a cominciare dall’Emilia Romagna, dalla Toscana e dalla Lombardia”.

 

E poi i tagli all’Università, alla ricerca (i più pesanti) con una drastica riduzione delle risorse che significa posti in meno, significa tagliare le gambe al futuro del Paese, menomando due settori in cui già si investe pochissimo e che invece dovrebbero essere il motore della ripresa.

 

Insomma, i sindacati dicono no a tagli che colpiscono duramente i lavoratori, ancora una volta, e lo fanno togliendo servizi ai cittadini, ancora una volta. Dov’è la crescita, dov’è lo sviluppo che questo Governo ci ha promesso? Finora si vedono solo sacrifici, chiesti sempre agli stessi!

 

V.V.

 

27-09-2012