Mercoledì 15 Agosto 2018
Fiat Pomigliano. Anche oggi viene impedito di lavorare agli operai Fiom, solo formalmente reintegrati PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 05 Febbraio 2013 11:05

Anche oggi è stato impedito di lavorare a 18 lavoratori della Fiat di Pomigliano D’Arco. Gli operai della Fiom, reintegrati da una sentenza della Corte d’Appello, ancora una volta sono dovuti uscire dallo stabilimento perché non gli è stata assegnata nessuna mansione di lavoro, l’azienda li ha invitati a tornare a casa perché non ci sarebbe abbastanza lavoro, così “non possono essere ricollocati”.

 Davanti allo stabilimento è arrivato anche il 19esimo operaio della Fiom, Antonio Di Luca, in aspettativa per impegni elettorali. "Anche oggi ci hanno comunicato che al momento non c'é possibilità di ricollocazione - ha spiegato Sebastiano D'Onofrio - ma come ieri non c'é stata alcuna comunicazione scritta". I lavoratori hanno annunciato che valuteranno la possibilità di tornare nello stabilimento ogni giorno "fino a quando non ci sarà assegnato il turno”. Inoltre, secondo fonti sindacali, i lavoratori avrebbero riferito di rifiutare il pagamento completo dello stipendio. La quota di stipendio in più rispetto a quello versato a chi è in una cassa integrazione andrà ad alimentare una cassa di resistenza, in rispetto di chi è ancora in cassa integrazione.

 

"Credo che siano importanti le parole del ministro Fornero quando si rivolge a tutti perchè si esca da questa situazione, ma la Fiom continua a credere che anche un governo in uscita dovrebbe comunque intervenire, dovrebbe fare qualcosina in più. Credo che sarebbe importante che il governo, come ha fatto in altre occasioni, convochi Fiat, convochi le parti sul caso dei 19 operai Fiom di Pomigliano d'Arco reintegrati ma non riammessi in fabbrica”. A dirlo, il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che di fronte al persistere di una situazione che lede il diritto al lavoro non esclude nulla, da nuove azioni legali alla possibilità di rivolgersi direttamente al presidente della Repubblica Napolitano.

 

05-02-2013