Mercoledì 13 Dicembre 2017
A Bruxelles la voce di Viareggio e dei ferrovieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 11 Settembre 2009 09:12

trenoviareggio“Sicurezza, verità, giustizia per Viareggio”: così la voce dei cittadini e ferrovieri che chiedono maggiore sicurezza sulle nostre ferrovie è arrivata a Bruxelles. L’8 settembre alla Conferenza Europea

sulla Sicurezza ferroviaria, promossa dall’eurodeputato Tajani, sono intervenuti anche i rappresentanti dei comitati cittadini di Viareggio costituitesi dopo il tragico incidente ferroviario del 29 giugno scorso, nel quale persero la vita 31 persone. Con i rappresentanti dell’Assemblea 29 giugno anche i ferrovieri della rivista “ancora In Marcia!”, da sempre in prima linea per chiedere maggiore sicurezza per ferrovieri e viaggiatori. Tra i componenti della delegazione ricevuta a Bruxelles anche il macchinista e delegato alla sicurezza Dante De Angelis, licenziato dalle Fs il 15 agosto dello scorso anno proprio perché aveva “osato” chiedere maggiori controlli in materia di sicurezza, dopo il ripetersi di guasti e rotture su alcuni treni (sia merci che passeggeri) e, in particolare, dopo gli “spezzamenti” di due Etr alla stazione di Milano.
Alla Conferenza Europea cittadini e lavoratori hanno chiesto verità e giustizia per i morti di Viareggio, ma soprattutto misure concrete affinché quanto accaduto il 29 giugno non possa più ripetersi. “La rottura di un semplice organo meccanico – afferma Maria Nanni, promotrice dell’Assemblea 29 giugno e ferroviera - ha causato una catastrofe, dimostrando tutta la inadeguatezza dell’attuale normativa, nazionale e comunitaria, riguardo la sicurezza del trasporto merci pericolose, la tutela della popolazione e dell’ambiente. Troviamo scandaloso il rimpallo delle responsabilità tra Fs e la società GATX Rail: vi è il rischio che nella confusione di competenze e ruoli la morte di 31 persone orribilmente bruciate resti senza giustizia e senza un colpevole. Inoltre, ricordiamo che nessuna misura precauzionale era stata adottata nonostante, nelle settimane precedenti alla strage di Viareggio, si fossero verificati alcuni deragliamenti di treni merci del tutto analoghi”. I rappresentanti dell’Assemblea 29 giugno e di “ancora In Marcia!” hanno puntato il dito contro le attuali normative, sia nazionali che comunitarie: “dalla normativa vigente sul trasporto merci, e dalle modifiche proposte di recente in materia, appare privilegiato il diritto delle imprese al libero scambio commerciale rispetto al dovere di tutela della incolumità per le popolazioni, i lavoratori e l’ambiente. A questo supremo dovere, che fa capo indiscutibilmente sia agli Stati nazionali che all’Unione, devono invece  adempiere a nostro avviso tutti coloro che nelle Istituzioni ricoprono ruoli politici, burocratici e tecnici”.
L’Assemblea 29 giugno e i ferrovieri di “ancora In Marcia!” hanno chiesto alla Ue un impegno concreto per la sicurezza a partire da modifiche alle direttive attuali, affinché siano inserite norme più restrittive in materia di rilascio di licenza e certificati di sicurezza per le imprese ferroviarie che trasportano merci pericolose. Inoltre sono state proposte misure “tecniche” dettate dal buon senso e dalla esperienza di chi quotidianamente lavora sui treni, come rendere obbligatori ogni 25 km e non ogni 80-120 i dispositivi che controllano la temperatura degli assi e delle boccole; inserire dispositivi antideragliamento per tutti i treni merci e introdurre l’obbligo, per i carri di merci pericolose di dispositivi di monitoraggio degli assi, delle ruote e dei freni in analogia a quanto avviene su alcuni treni eurostar. Proposte interessanti perché, come dimostrato da Viareggio, non è solo sull’Alta Velocità che bisogna garantire la sicurezza. Ma anche sul fronte delle responsabilità e dei soggetti interessati al trasporto merci, cittadini e ferrovieri hanno chiesto maggiore chiarezza, attraverso il divieto “dell’uso di carri adibiti al trasporto merci pericolose a soggetti non proprietari del mezzo, abolire cioè le figure di detentore, possessore, utilizzatore”.  
E a Bruxelles non si poteva parlare di sicurezza nelle ferrovie senza riportare l’attenzione sulla figura dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e senza ricordare quanto sta accadendo nelle Fs. L’Rls è una figura tanto “moderna”, e in teoria fondamentale a garantire in concreto la sicurezza dei lavoratori - e nel caso di un servizio pubblico anche degli utenti - quanto ostacolata nelle sue funzioni. Nelle ferrovie italiane si registra non solo l’eclatante (secondo) licenziamento del macchinista e Rls Dante De Angelis ma anche un atteggiamento da parte della più grande azienda pubblica, volto ad ostacolare in modo più o meno incisivo l’attività di tanti delegati alla sicurezza. I ferrovieri di “ancora In Marcia!” hanno così chiesto alla Comunità europea un intervento per prevedere “reali e concrete tutele per i Rappresentanti dei lavoratori della sicurezza, coloro che sono sul campo e per primi possono vigilare e garantire una sicurezza effettiva e non formale all’intero sistema a tutela di lavoratori e cittadini”.
Tante parole, anche autorevoli, vengono spese per questa figura ma nella realtà la normativa vigente e le sue applicazioni ancora non danno quelle tutele e garanzie necessarie a consentire agli Rls di svolgere il loro ruolo senza trovare ostacoli continui e senza ricevere addirittura sanzioni più o meno gravi dal datore di lavoro, fino ad arrivare al caso De Angelis: un delegato alla sicurezza licenziato per sicurezza.
Nelle ferrovie e nel trasporto in genere non si può risparmiare, tagliare, o creare infinite catene di responsabilità quando si tratta di sicurezza. E se in ogni settore lavorativo è fondamentale la figura dell’Rls, nei trasporti lo è ancora di più, infatti qui la tutela dei lavoratori coincide con la garanzia di un trasporto veramente sicuro per i cittadini, un trasporto reso sicuro dall’esperienza, dal sapere e dalla passione di chi sui treni ci lavora giorno e notte e non si ferma all’espletamento di mere pratiche burocratiche. Da Bruxelles ci auguriamo venga l’impegno a garantire il ruolo di queste figure, tassello fondamentale per garantire la sicurezza in concreto, prevenendo, e dando ascolto ai lavoratori, cosa che non è accaduta nei giorni precedenti alla strage di Viareggio, quando tanti erano stati gli allarmi e le preoccupazioni, rimaste però inascoltate da che avrebbe dovuto tenerle in considerazione.

Alessandra Valentini
22-9-09