Mercoledì 13 Dicembre 2017
Infortuni. Relazione Inail, calano nel 2012. Anmil e Cgil, calo dovuto anche alla crisi PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 10 Luglio 2013 14:30

Dalla relazione annuale dell’Inail sugli infortuni sul lavoro è emerso che nel 2012 sono state 745.00 le denunce di infortuni, con un -9% rispetto al 2011; gli infortuni mortali 790, anche qui con un calo del 6% rispetto al 2011 e del 27% rispetto all’annus orribilis del 2008.

 

Nell’esposizione dei dati il presidente dell’Inail, De Felice, ha ricordato che sono state controllate 22.950 aziende e circa l’87% sono risultate irregolari.

Pur di fronte ad un calo di infortuni, la lettura di Anmil e Cgil è più articolata.

Secondo il presidente dell'Anmil, Franco Bettoni, il calo degli infortuni sul lavoro e dei casi mortali "non sottovalutiamo che è 'merito' anche della crisi”. Infatti "va tenuto conto degli effetti, non poco determinanti, dell'attuale crisi economica: ad influenzare la riduzione del fenomeno ha certamente contribuito in misura significativa la perdita di lavoro e la connessa riduzione dei tempi di esposizione al rischio lavorativo", aggiunge Bettoni, associandosi alle parole del presidente della Repubblica e del ministro del Lavoro secondo cui i dati positivi non devono comunque indurre ad abbassare la guardia.

Sulla stessa linea la Cgil, che con Fabrizio Solari, segretario confederale Cgil. Resta da approfondire, spiega il sindacalista, "la questione dell'incidenza della disoccupazione e cassa integrazione sull'analisi dei dati sulla statistica degli infortuni, sarebbe pertanto opportuno un maggior livello di approfondimento per evitare di trarre da questi dati conclusioni sbagliate".

Inoltre per il segretario confederale della Cgil, "sarebbe opportuna un'ulteriore riflessione in direzione dei nuovi rischi legati alle forme di lavoro precarie e alla crescente insicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, dovuta alla persistente crisi economica. Queste condizioni hanno, infatti, un'incidenza diretta sull'organizzazione aziendale e sulle condizioni della prestazione, oltre che un effetto a lungo termine in ambito sanitario".

 

10-7-13