Mercoledì 13 Dicembre 2017
Fs. Manutenzione 'Frecciargento', quattro infortuni in due settimane PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 10:02

Il 4 febbraio scorso era toccato a Fulvio Proietti Modi, 56 anni, che è ancora ricoverato in gravi condizioni ed in coma farmacologico, ieri è stata la volta del ventinovenne Simone del Re, operaio di Trenitalia...

Anch’egli è rimasto infortunato mentre lavorava alla manutenzione dei treni pendolini presso l’officina alta velocità di Roma San Lorenzo. Simone ha riportato la frattura della tibia ed altre escoriazioni, cadendo dalla scala di accesso ai treni posti sui binari soprelevati, dinamica simile a quella che ha coinvolto l’altro compagno di lavoro. La notizia è stata diffusa con preoccupazione dalla storica rivista dei macchinisti “ancora In Marcia!”, che prosegue il suo impegno in difesa di una maggiore sicurezza delle condizioni di lavoro di tutti i ferrovieri. “L'utilizzo di queste scale, particolarmente instabili e obsolete - spiegano i ferrovieri - è stato sempre indicato come elemento di rischio e come lavoratori da tempo chiediamo  la loro rimozione e l'utilizzazione di metodi alternativi”.
Due infortuni gravi in 12 giorni, più altri due meno gravi, sono un record negativo per quelle che seguitano ad autodefinirsi “le ferrovie più sicure d’Europa”, inoltre questi due infortuni sono avvenuti nella divisione “Freccia argento”, uno dei treni fiore all’occhiello della flotta di Trenitalia. Ma perché accade tutto ciò? Dall’azienda nessuna spiegazione, anzi si evita anche di dare la notizia degli incidenti sul lavoro che la riguardano. Per i ferrovieri qualche spiegazione per questa impennata di infortuni sembra esserci: da un lato la presenza di varie ditte appaltatrici nella stessa officina, dall’altro le pressioni in atto nella divisione “Freccia argento”. I ferrovieri chiedono che si intervenga con urgenza “per individuare e rimuoverne le cause organizzative, tecniche e di gestione. Per questo auspichiamo una maggiore attenzione da parte dei vertici aziendali, ed un efficace intervento da parte degli Organismi di vigilanza sulla sicurezza dei lavoratori, ASL, Ispettori del lavoro e magistratura”.

A. V.


17-2-10