Domenica 17 Dicembre 2017
Inps. Disoccupazione in aumento nel 2013. L’UE lancia l’European Youth Guarantee PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Giovedì 06 Febbraio 2014 10:01

I dati diffusi dall’Inps circa il lavoro, o meglio, la mancanza dello stesso nel 2013 sono allarmanti: tra disoccupazione e mobilità sono state presentate 2,1 milioni di domande, in aumento del 33,8% rispetto all'anno precedente.

 

Nel solo mese di dicembre sono arrivate 98.394 domande di Aspi, 33.500 domande di mini Aspi e 410 domande di disoccupazione tra ordinaria e speciale edile. Nello stesso mese sono state inoltrate 10.131 domande di mobilità, mentre quelle di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi sono state 28. Un aumento totaledel 15,5% sullo stesso mese del 2012. Non consola quindi la registrazione di un lieve calo della disoccupazione a dicembre rispetto al mese precedente.

 

Ed anche il nuovo anno parte con lo stesso trend. A gennaio 2014 sono state autorizzate 81,4 milioni di ore di cassa integrazione, tra ordinaria, straordinaria e in deroga. Rispetto a gennaio 2013, quando le ore autorizzate erano state 90,8 milioni, si registra una diminuzione del 10,4%. Il calo tendenziale è determinato, spiega l'Inps, dalla diminuzione degli interventi di cassa integrazione ordinaria e in deroga (rispettivamente -23,1% e -16,1%), mentre la cassa integrazione straordinaria fa segnare un lieve aumento (+0,8%).

 

Il problema del lavoro rimane quindi centrale e non sembrano arrivare risposte dalle istituzioni, soprattutto per i giovani fra cui la disoccupazione tocca ormai il 41%. Un dramma non solo italiano, in Europa infatti un quarto dei ragazzi under 25 non riesce a trovare un lavoro, con un totale di 5,7 milioni di giovani disoccupati. E così l’Ue lancia la European Youth Guarantee, un nuovo meccanismo contro la disoccupazione giovanile che prevede che tutti i giovani europei sotto i 25 anni debbano ricevere un’offerta di lavoro (apprendistato, tirocinio, impiego o altra fase formativa) entro quattro mesi dalla fine degli studi o, se già lavoravano, dall’inizio del periodo di disoccupazione. La strategia generale, approvata lo scorso 22 aprile sotto forma di raccomandazione del Consiglio Ue, prevede che ciascuno dei 28 Paesi membri metta in campo un proprio Piano nazionale che, se approvato, riceverà fondi europei.

 

L’Italia ha risposto con il decreto legge 76/2013 costituendo una “struttura di missione” composta da vari ministeri fra cui quello del Lavoro, dell’Università, dello Sviluppo economico con Inps, dipartimento della Gioventù, Regioni e Province, Province autonome e Camere di Commercio. Un piano Garanzia dei giovani, approvato poche settimane fa da Bruxelles e che porterà all’Italia circa 567 milioni di euro specificamente per la Youth Employment Initiative e altri 567 dal Fse. Niente più scuse quindi, è ora che il vento cambi e si vedano risultati concreti. Non si può più attendere, il Paese deve ripartire, a cominciare dai giovani.

 

V.V.

 

6-2-2014