Mercoledì 13 Dicembre 2017
Diritto al lavoro per gli over 40. Sul web una petizione PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 03 Marzo 2010 10:48

Di Daniela Di Santo* - Ho letto con interesse l'articolo del prof. Stefano Giusti sulla realtà NON-lavorativa degli over40.
Scrivo come membro promotore di una petizione che vuole rivendicare il diritto al lavoro per i disoccupati OVER40. Petizione che ha avuto il sostegno, tra gli altri, proprio dell'ass. ATDAL, di cui il prof. è consigliere...


Mi ha sorpreso più di tutto, non tanto il contenuto, quanto il solo fatto che si sia messo in luce questo fenomeno che è ignorato dai più ed anche quando lo si conosce non si percepisce l'esatta estensione.
La petizione è nata appunto con l'idea di poter aggregare più persone possibili con il medesimo problema, per dare voce al problema e chiedere soluzioni concrete e specifiche che possano risolvere il problema alla base.
Purtroppo si parla di disoccupati over40 non solo, come scriveva Giusti, come manager che hanno difficoltà a ricollocarsi, ma di persone che avendo esperienza in un campo si intestardiscono a non volerlo cambiare, il che non è affatto vero.
Attraverso le sottoscrizioni (circa 1200 ad oggi) ho avuto modo di conoscere la realtà di molti e avere conferma del fatto che è un problema trasversale, che abbraccia ogni strato sociale ed ogni professionalità, dal manager all'operaio, dall'impiegato al consulente.
Le agenzie di somministrazione non agevolano certo l'inserimento di questo tipo di disoccupati, assecondando limiti anagrafici imposti dalle aziende, senza valorizzare l'esperienza acquisita.
I contratti di formazione agevolano l'inserimento degli under29 e spesso sono utilizzati come soluzione all'eccessivo costo del lavoro, nonostante non si tratti di formazione vera e propria.
Ma il peso sociale di un individuo che abbia più di 40 anni e non trova lavoro da mesi, è notevole, se pensiamo che molto spesso è sulle sue spalle che grava il supporto di una famiglia spesso composta da figli non ancora in grado di provvedere a se stessi economicamente, debiti pregressi, per non contare dello stato psicologico in cui versa chi si vede chiudere le porte in faccia senza apparente motivo, più volte.
E per finire il problema grave di un accumulo contributivo inesistente per chi è alle soglie della pensione e se la vede sfumare giorno per giorno.
La Comunità Europea ha previsto l'agevolazione della ricollocazione per over50 attraverso corsi di aggiornamento.
Ma non è questo, riteniamo, il problema. Almeno non per la realtà italiana.
E' una cultura imprenditoriale, specie quella che guida la piccola impresa, che spinge sempre di più verso costi contenuti ed il controllo diretto del personale, sperando così di sopperire ad una mancanza di esperienza.
Soprattutto, confrontandoci con le esperienze altrui, abbiamo potuto verificare quanto sia determinante il "filtro" che le agenzie di somministrazione applicano alle selezioni, spesso effettuate da personale a loro volta inesperto e totalmente ignaro dei meccanismi aziendali per cui cercano personale.
E' necessario continuare a parlarne perchè purtroppo i media maggiormente diffusi continuano a perpetuare l'equivoco per cui sono tutti disoccupati, indifferentemente. Mentre oggi in Italia esistono disoccupati di serie A, quelli considerati dai sindacati, dai partiti, che hanno accesso alla cassa e alla mobilità e disoccupati di serie B, fantasmi amministrativi senza i requisiti necessari per nessuna delle azioni finalizzate al sostegno al reddito. In breve: inesistenti.

Ringrazio quindi voi della redazione ed il prof. Stefano Giusti per aver esposto adeguatamente il fenomeno.

*Membro del gruppo promotore DIRITTO AL LAVORO PER GLI OVER40

 

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