Mercoledì 13 Dicembre 2017
Un milione a Roma per i diritti e il lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Sabato 25 Ottobre 2014 19:10

A lavoro e alla lotta, con queste parole Susanna Camusso chiude il suo intervento a Piazza San Giovanni. Una piazza che non contiene i due cortei partiti con un’ora di anticipo da Piazza della Repubblica e da Piazzale Ostiense,

 

fino al punto che alle 13 una parte del corteo ancora non usciva da Piazza della Repubblica.

La Cgil, il mondo del lavoro è sceso in piazza con un milione di persone, che ha chiesto a gran voce più diritti, più lavoro, dignità e libertà per i lavoratori, le lavoratrici, i disoccupati, i pensionati, i giovani. Non serve la libertà di licenziamento, servono nuovi e reali posti di lavoro: questo chiede il grande corteo rosso che sfila pacifico e vitale per Roma.

 

Sono gli studenti quelli che aprono il corteo con uno spezzone lunghissimo, qui il Segretario Generale della Cgil sfila fino a Piazza San Giovanni, anche se ogni tanto si muove lungo il corteo a salutare i compagni delle categorie e delle regioni.

Dal palco l’emozione è forte, tanti gli interventi di giovani, lavoratori, precari, immigrati, l’Italia reale che chiede di cambiare verso partendo dal lavoro.

 

Dopo le testimonianze salgono sul palco i lavoratori dell’Opera di Roma, intonano il “Nessun dorma” e il "vincerò" finale scuote piazza e palco.

Poi tocca a Susanna Camusso, chiude una giornata particolare, importante per il mondo del lavoro, ma anche una giornata che non era facile far riuscire in questo modo.

Da palco Camusso chiede investimenti per lo sviluppo e sull’articolo 18 dice "l'articolo 18 e tutto lo statuto sono norme che difendono la libertà dei lavoratori, sono tutele concrete e non ideologie. Sono quelle che fanno la differenza tra lavoro servile e quello moderno”.

"Nessuno in buona fede -sottolinea Camusso- può davvero dire che togliere l'articolo 18, togliere la tutela della professionalità con il ridimensionamento, installare telecamere che osservano i lavoratori serva per la crescita. Nessuno davvero in buona fede può sostenere che l'articolo 18, il licenziamento senza giusta causa sia un totem ideologico".

Allora, prosegue, “continueremo con le nostre iniziative, con scioperi articolati e anche con lo sciopero generale".

 

Certamente la piazza di oggi conforterà le scelte che il più grande sindacato italiano prenderà domani.

 

25-10-14

 

A. V.