Mercoledì 13 Dicembre 2017
Lipari. In sciopero della fame i lavoratori della pomice. Una strana storia PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Lunedì 15 Marzo 2010 11:16

Stanno facendo lo sciopero della fame dall’8 marzo scorso i lavoratori della pomice dell’isola di Lipari, scioperano nel silenzio dei media e nell’incuranza della politica...

Avevano proclamato lo stato di agitazione con l’occupazione permanente della stanza del sindaco ed oggi sono ancora lì, aspettando risposte dalla Regione e dal governo. Questa volta i 38 lavoratori, anzi ex lavoratori, stanno perdendo il posto, e da già da mesi sono senza lavoro, a causa del riconoscimento delle Eolie quale Patrimonio dell’Umanità da parte dell’Unesco: l’attività della Pumex, azienda che si occupava dell’estrazione della pomice, è ritenuta incompatibile con l’importante riconoscimento. È singolare come il riconoscimento Unesco, che avrebbe dovuto e dovrebbe  rappresentare un’opportunità in più per quel territorio, si sia trasformato in una vera tragedia per tante famiglie. I segretari generali di Filca Cisl Sicilia e della Filca messinese hanno scritto così all'assessore regionale al Lavoro, Politiche Sociali e Famiglia: “ci si trova in una condizione di precarietà che arriva da lontano dalla decisione di chiudere la società in cui erano impegnati produttivamente per rispettare la direttiva per la salvaguardia paesaggistica delle Eolie imposta dall'Unesco dopo l'inserimento dell'arcipelago delle Eolie nella lista dei beni paesaggistici dell'umanità. Inserimento - lamentano i rappresentanti sindacali regionali e messinesi - che doveva portare a Lipari  benessere e prosperità, con conseguente ricollocazione dei lavoratori interessati, ma che sinora ha portato solo disagi e miseria”.
Una storia che ci sembra emblematica perché evidenzia come spesso i territori subiscano scelte, che in teoria sono anche importanti e positive, ma che senza la mediazione della politica producono effetti contraddittori e paradossali. La politica dovrebbe avere il compito di non lasciare indietro nessuno, facendo sì, in questo caso, che diventare “Patrimonio dell’Umanità” non possa essere il prezzo che devono pagare i lavoratori della pomice di Lipari. Insomma una strana storia di un diritto distorto e di un'occasione mancata.


A. V.

15-3-10