Mercoledì 18 Ottobre 2017
Alcoa Portovesme. Sindacalisti su silos a 60 metri di altezza PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Lunedì 21 Marzo 2016 13:55

Blitz all'alba dei tre segretari metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis Iglesiente, che sono saliti su un silos a 60 metri di altezza all'interno dello stabilimento Alcoa di Portovesme per sollecitare al governo "il rispetto degli impegni sul riavvio della fabbrica di alluminio".

 

La clamorosa protesta di Rino Barca (Cisl), Roberto Forresu (Cgil) e Daniela Piras (Uil) arriva a distanza di quasi due settimane dall'ultimo incontro al Mise, durante il quale la multinazionale Glencore, interessata ad acquisire lo smelter sulcitano, ha chiesto ulteriore tempo per valutare la proposta.

Il nodo da sciogliere è sempre quello del costo dell'energia.

 

"Abbiamo deciso di mettere in campo questa iniziativa che non ha tempo e non ha scadenza e vuol portare a casa la risposta che ancora tarda ad arrivare. Una risposta che riguarda non solo il costo dell'energia ma tutte quelle condizioni competitive per il riavvio dello stabilimento". Così i tre segretari dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil del Sulcis, Rino Barca, Roberto Forresu e Daniela Piras, hanno spiegato all'ANSA la decisione di salire nel cuore della notte a 60 metri di altezza su un silos dell'Alcoa di Portovesme.

Una nuova, clamorosa protesta, scattata con un blitz nello stabilimento alle 3.

 

"Chiediamo che il Governo eserciti tutto il potere politico per dimostrare che la produzione di alluminio primario è, come ci è stato detto da anni e scritto in atti parlamentari, strategica e crediamo che sia un volano per il territorio - aggiungono i tre sindacalisti -. Il Governo deve avere la consapevolezza che la mancata riapertura dello stabilimento Alcoa determinerebbe anche la chiusura degli altri rimasti qui attorno e che ha nelle sue mani anche il futuro delle famiglie di questo territorio". "Siamo consapevoli del fatto che siamo arrivati al rush finale e che questa partita si sta giocando interamente a livello nazionale. Siamo molto preoccupati perché abbiamo paura che chi ha la possibilità e gli strumenti per determinare questa vertenza non stia facendo quanto serve perché si arrivi alla soluzione definitiva. La trattativa con la Glencore è in corso ormai da 14 mesi dalla sottoscrizione del memorandum - spiegano Piras, Forresu e Barca - da allora ogni mese è stato un susseguirsi di 'siamo vicini alla soluzione' ma questa asticella si è costantemente spostata nel tempo. Adesso siamo nella fase decisiva: Glencore si deve esprimere nel giro di pochi giorni in maniera definitiva in merito alle proposte avanzate dal governo e deve dire se queste sono sufficienti o se non lo sono. Noi abbiamo paura che queste proposte siano state poco determinate: non sappiamo se la palla è in mano al governo o alla Glencore, ma sappiamo che noi a quei tavoli non ci siamo e non siamo determinanti".

 

21-3-16