Martedì 17 Ottobre 2017
Francia. Proseguono le proteste contro la riforma del lavoro, tensione sempre più alta PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 27 Maggio 2016 09:01


Ieri si è raggiunto l’ottavo giorno consecutivo di mobilitazione in tutta la Francia contro la riforma del lavoro che da più di due mesi ha visto i francesi protestare in modo deciso con scioperi, blocchi e manifestazioni.

 

In questi giorni la tensione è salita, così come sono aumentati gli scontri fra manifestanti e forze dell’ordine, accusate di metodi repressivi troppo violenti. In tutto il Paese sono state fermate 77 persone, a Parigi si sono registrati gravi scontri quando quando il corteo ha raggiunto Place de la Nation e i «casseur», gruppi di manifestanti incappucciati, hanno rotto alcune vetrine e lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto facendo grande uso di gas lacrimogeni e caricando i manifestanti.

 

Incidenti anche a Lione, Nantes e Bordeaux. Sono poi tantissimi gli scioperi. Ieri a Le Havre, circa 3.600 lavoratori portuali sono stati accolti con un applauso mentre marciavano nella piazza principale. Nella settimana i lavoratori hanno bloccato sei raffinerie di petrolio e interrotto i collegamenti ferroviari causando una mancanza significativa di carburante nel Paese.

 

A far scendere in piazza i francesi e a far insorgere i sindacati, a partire dalla CGT (Confederazione generale del lavoro), alcuni punti della riforma che minano il principio delle 35 ore settimanali, rendono più semplice il licenziamento e indeboliscono il potere contrattuale dei sindacati. A poco sono servite le aperture del premier Valls che ha parlato della possibilità di apportare modifiche ma ha anche sottolineato che non è possibile ritirare la riforma, né toccare l’articolo 2, che però è proprio il nodo centrale della sollevazione popolare!

 

V.V.

 

27-05-2016