Sabato 21 Ottobre 2017
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Scritto da DirittiDistorti   
Domenica 12 Febbraio 2017 07:46

Tor Bella Monaca: 30.000 anime fra la Casilina ed il Raccordo Anulare, il 40% di disoccupati, tanto prato verde intorno e dentro le “torri” dell’ATER, alcune di quindici piani, che sanno di cemento stantio e rabbia, quella di chi non sa come arrivare a fine mese, di chi si sente emarginato dalla Città ardua a raggiungere con il servizio di trasporti che oggi offre Roma.

 

Sabato 11 febbraio è giorno di mercato a “Torbella”, c’è il sole e una temperatura mite, che invita la gente in strada intorno alle bancarelle che mostrano di tutto, ad affollare i Bar dove stazionano tanti giovani che non frequentano più la scuola, ché a “Torbella” il tasso di abbandono è fra quelli più alti di Roma Capitale.

Verso le nove cominciano ad apparire file di bandiere rosse, quelle della CGIL, ai giardinetti del quartiere spuntano mazzi di palloncini a tanti colori e la folla s’infittisce, riempie gli spazi sui quali confluiscono due viali, intasati dalle automobili, e, strano, nessuno innervosisce con clacson arrabbiati, molti automobilisti abbassano i finestrini e chiedono informazione ai compagni che confluiscono sotto il palco improvvisato, qualcuno cerca un posteggio, per venire a sentire, molte donne si avvicinano con i ragazzini attirati dai palloncini, si mescolano ai lavoratori licenziati da Almaviva, a quelli cacciati da Sky, ai precari delle “pulizie”, ai pensionati che sono arrivati numerosi, per il destino dei loro figli e nipoti e di tutti i giovani di questo paese che disattende la sua Costituzione, il diritto al lavoro, mentre con l’abrogazione dell’art. 18 rafforza il diritto a licenziare.

Dal palco prende la parola Michele Azzola, segretario regionale CGIL, che illustra i due referendum proposti dal suo Sindacato, quello per l’abrogazione dei voucher, dietro i quali si cela lavoro nero e precario, e l’altro per abrogare le norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti e quindi per garantire maggiori tutele ai lavoratori.

Testimonianze, spesso accorate, di operai ed impiegati delle aziende oggi rappresentate in piazza, si aggiungono alla voce del dirigente sindacale per denunciare situazioni insostenibili ed a rischio di peggioramento per l’occupazione, il salario e le condizioni di insicurezza alle quali è condannata la povera gente, quella che vive in posti come Tor Bella Monaca, dove i servizi sono estremamente carenti, dove il lavoro manca ed anche l’istruzione, dove la criminalità attecchisce e la droga aumenta l’alienazione e l’isolamento di tanti giovani che rischiano il diritto al futuro.

 

 

Per questo, con voce forte, Susanna Camusso dice che la CGIL vuole “ripartire dalle periferie” per affrontare i problemi là dove risultano irrisolti, anche con il voto referendario, se i voucher servono a sostituire i lavoratori ordinari con precari di un giorno, se la pratica del subappalto punta alla riduzione dei posti di lavoro. Due SI quindi per difendere il lavoro, per “ricostruire il diritto del lavoro” perchè, promette la Camusso, “la campagna sull’art. 18 non è finita” ed impegna la CGIL “al lavoro e alla lotta, per ricostruire un orizzonte di speranza e di cambiamento”. “Due SI per ricominciare a parlare del nostro futuro”.

E centinaia di palloncini sono stati liberati verso l’alto, simbolo di anelito di cambiamento, e centinaia di bandiere rosse hanno sventolato nel ricomporsi delle file dei lavoratori lungo i viali di Tor Bella Monaca che oggi è stata in piazza e, mentre i compagni raggiungevano gli autobus per tornare a casa, s’è fermata a discutere in tanti capannelli con una speranza in più: che “Tutta un’altra Italia” è possibile.

 

Claudio Valentini

 

SUL SITO DELLA CGIL www.cgil.it LE FOTO DELLA GIORNATA

 

12-2-17