Mercoledì 13 Dicembre 2017
Quadrare il cerchio. Ricchezza e povertà PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Martedì 14 Febbraio 2017 18:36

Quadrare il cerchio. È il titolo di un piccolo libricino, opera di un noto sociologo e politologo, Ralf Dahrendorf, che lo scrisse nel 1995, nella prospettiva di una incipiente globalizzazione che veniva indicata come la soluzione atta a salvare il mondo.

 

Eugenio Scalfari, all’epoca, con la sua consueta lucidità mentale, definì il lavoro di Dahrendorf "un libro terribile perché le prospettive indicate sono terribili e le terapie da lui stesso suggerite non sembrano in grado di fermare il trend e invertirne la marcia". In sostanza la "quadratura del cerchio" consisterebbe nel coniugare crescita e vita decente per tutti.

Aveva ragione Scalfari: la "quadratura" secondo gli schemi prospettati non è stata raggiunta. Al contrario le dinamiche economiche sono progredite, negli ultimi vent’anni trascorsi, verso l’attuale paradosso che a fronte di un mondo più ricco registra un aumento della povertà e delle disuguaglianze.

 

L’economista francese Thomas Piketty in Il Capitale nel XX secolo studia il fenomeno concludendo in grafico su un innalzamento della curva di crescita al punto più alto negli anni che stiamo vivendo e, in effetti, secondo i dati sul prodotto attuale, la ricchezza globale dai 59.000 miliardi di dollari del 1996 dovrebbe raggiungere i 100.000 Miliardi entro il 2025.

L’Italia, pur tra alti e bassi, segue il trend globale. Il cerchio non quadra laddove a beneficiare delle ricchezze sono i pochi e a patire le povertà sono i tanti sempre più numerosi: i miliardari del pianeta sono più che raddoppiati: erano 793 nel 2009 oggi sembra che siano intorno ai 1.700 Complessivamente il 20% delle famiglie più ricche detiene circa il 40% del reddito totale.

In Italia la situazione non è diversa, si pensi che l’1% detiene più di quanto possiede il 60%.

 

Il grafico mostra in azzurro la quantità di ricchezza detenuta dal 20% (da report di OXFAM)


 

Più fosco rende poi il futuro l’accelerazione in atto verso l’abisso della povertà assoluta: se nel mondo 8 uomini più ricchi guadagnano da soli quanto metà della popolazione globale, e quì da noi, In Italia, quasi 5 Milioni di persone soggiacciono nella povertà assoluta e assai vicino al baratro s’incontra il 28,7% della popolazione.

 

La sinistra complessivamente non offre al momento risposte risolutive.

 

Unica forza è il sindacato CGIL che si pone il problema del superamento delle disuguaglianze nel nostro paese partendo dagli “ultimi” approdando nei quartieri, nei piccoli Comuni e nelle periferie, dove più drammatica è la condizione della popolazione, mettendo in atto la contrattazione sociale sul territorio raggiungendo accordi locali e regionali su fisco locale, assistenza e servizi per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente e portando avanti dal 2015 un “progetto per lo sviluppo delle Regioni Meridionali”, accanto ad un “Piano del Lavoro” e ad una “Carta dei Diritti” per ridare lavoro e tutele che sono state tolte ai cittadini, contravvenendo allo stesso dettato costituzionale.

 

Una speranza è possibile, ma certo occorre una sponda politica a tutt’oggi inesistente.

 

 

Claudio Valentini