Giovedì 23 Novembre 2017
Caporalato. Condanne da 3 a 11 anni per processo Sabr PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Venerdì 14 Luglio 2017 06:51

A cinque anni dall’inizio delle indagini, è stata emessa la sentenza di primo grado per gli imputati del processo Sabr, scaturito dalla denuncia di alcuni lavoratori sfruttati nelle campagne di Nardò. Sin dall’inizio al loro fianco il sindacato con la Flai Cgil e la Cgil, che si sono costituite parte civile nel processo.

 

Ieri 12 dei 15 imputati sono stati condannati da tre a 11 anni di reclusione in quanto ritenuti responsabili di associazione a delinquere e riduzione in schiavitù di migranti impegnati nella raccolta di angurie nelle campagne di Nardò (Lecce). La sentenza di primo grado del processo chiamato "Sabr" viene emessa dopo l'operazione anticaporalato che nel 2012 portò nel Salento all'arresto da parte dei carabinieri del Ros di imprenditori capi squadra e "caporali" di nazionalità straniera.

Il processo si è svolto nell'aula bunker del carcere di Borgo San Nicola. Il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone aveva chiesto una condanna complessiva di 170 anni di carcere. Il reato di riduzione in schiavitù era stato ritenuto di non sussistere dal Tribunale del Riesame.

 

Alla notizia della sentenza la Flai Cgil, il sindacato che segue i lavoratori agricoli e dell'industria alimentare, ha espresso soddisfazione: “le condanne da 3 ad 11 anni di reclusione per 12 degli imputati rendono giustizia e verità a quei lavoratori sfruttati nelle campagne pugliesi. Una sentenza importantissima ma è anche un monito a quanti pensano di poter impunemente considerare i lavoratori braccia da sfruttare al minor prezzo possibile. Questa sentenza – prosegue la nota - deve dare coraggio ai tanti lavoratori vittime di sfruttamento e caporalato a denunciare, questa sentenza dice a quei lavoratori che non solo soli, con loro c’è il sindacato ma c’è anche la legge”.

 

 

14-7-17