Sabato 23 Giugno 2018
Morti sul lavoro. La strage continua PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 17 Gennaio 2018 09:19

Tre lavoratori morti ed uno in fin di vita, è questo il drammatico bilancio di una ennesima strage sul lavoro consumatasi ieri pomeriggio. Stragi rispetto alle quali sembra non ci sia nulla da fare, nonostante leggi, norme, tristi ricorrenze con tanto di celebrazioni che si susseguono di anno in anno mentre il numero degli infortuni e dei morti sul lavoro in Italia non diminuisce.

 

Questa volta è successo a Milano in una azienda di lavorazione di metalli, la dinamica è quella purtroppo già nota e già sentita: in pozzo di due metri, un guasto da riparare, si scende e un qualche gas inodore ha già saturato l’ambiente e così bastano pochi secondi per morire.

Muore chi scende per primo e chi segue in soccorso, attimi fatali nei quali anche la generosità ha un prezzo altissimo e per Marco, Giuseppe e Arrigo non c’è nulla da fare.

Un guasto, allarmi che non hanno funzionato, si indagherà per capire, ma intanto rimane l’enorme macigno di morti che, anche in questo caso, potevano essere evitate. Sempre nella giornata di ieri è morto un lavoratore dell’edilizia per il crollo di un muro in provincia di Torino.

Insomma, un elenco sempre più lungo del quale con impotenza raccontiamo.

 

Secondo l’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, creato e curato nel gennaio 2008 con grande dedizione e professionalità da Claudio Soricelli, nel 2017 le morti nei luoghi di lavoro sono state 632, ma oltre mille se aggiungiamo gli incidenti in itinere; nel 2018 iniziato da 15 giorni, siamo già a 30 infortuni mortali.

 

Dati agghiaccianti che mostrano come tra norme, regole, controlli e le loro applicazioni esistano delle falle; dati che risultano - anzi dovrebbero risultare – inaccettabili in un Paese moderno ed avanzato come l’Italia. Da ieri sera si susseguono dal mondo politico frasi di commozione e cordoglio, ma non basta.

 

Forse sarebbe necessario che il lavoro venisse considerato, dalle leggi e dalla politica, in modo diverso, in modo veramente dignitoso, forse anche da qui potrebbe partire una piccola e grande rivoluzione in tema di sicurezza.

 

 

 

17-1-18