Mercoledì 15 Agosto 2018
Treno Pioltello. Proroga su accertamenti Procura e Rls chiedono di partecipare a inchiesta ministeriale PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 26 Aprile 2018 19:47

E' stata concessa una proroga di trenta giorni, ma probabilmente ne serviranno altre, per il proseguimento degli accertamenti della super consulenza disposta dalla Procura di Milano per fare luce sulle cause dell'incidente ferroviario dello scorso 25 gennaio,

 

quando il treno partito da Cremona alle 5.26 nei pressi della stazione di Pioltello, nel Milanese, deragliò causando tre morti e quasi cinquanta proroghe per completare i lavori.

 

Nell'inchiesta, lo ricordiamo, sono indagate 8 persone per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, gli indagati sono due manager e quattro tecnici di Rfi e due manager di Trenord, oltre alle due società.

 

Oggi anche alla luce di tale proroga i Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza  (RLS) del settore ferroviario tornano a richiedere  pubblicamente al Ministero dei trasporti, “la possibilità di contribuire all’inchiesta ministeriale in corso sul disastro ferroviario di Pioltello, così come prevede la legge. Possibilità che ci è stata negata, ingiustamente e per ragioni ignote. Oggi, avanziamo di nuovo la nostra richiesta direttamente al ministro Delrio, affinché negli ultimi giorni del suo mandato, corregga questo grave neo del suo ministero. Tanto più che con i suoi predecessori questa partecipazione, nel recente passato, è stata sempre garantita con una corretta applicazione della legge”.

Si tratta infatti, prosegue la nota degli Rls, “di un diniego inspiegabile e lontano da quella esigenza di massima trasparenza sulle inchieste di incidenti ferroviari, che si scontra con quanto previsto dall'art. 21 del D.Lgs 162-07, sulla sicurezza ferroviaria: "(...) L'indagine è condotta nella massima trasparenza possibile, consentendo a tutte le parti coinvolte di esprimersi e di avere accesso ai risultati. Il gestore dell'infrastruttura e le imprese ferroviarie coinvolti, l'Agenzia, le vittime e i loro parenti, i proprietari di beni danneggiati, i fabbricanti, i servizi di soccorso intervenuti e i rappresentanti del personale e degli utenti sono regolarmente informati dell'indagine e dei relativi progressi e devono, per quanto fattibile, poter presentare i loro pareri e opinioni sull'indagine ed essere autorizzati a esprimere osservazioni sulle informazioni in progetti di relazione (...) ".

 

Gli Rls, al momento tenuti fuori dall’inchiesta amministrativa del Ministero, denunciano una “violazione dello spirito della legge improntata alla massima trasparenza possibile e alla partecipazione di tutti i soggetti interessati, i quali ciascuno per la sua parte, possono contribuire al miglioramento della sicurezza ferroviaria”.

 

Il no del Ministero appare anche come un disconoscimento del ruolo degli RLS e del contributo che essi potrebbero fornire per la sicurezza sul lavoro e quella di chi viaggia. Infatti, proseguono gli Rls, “tutti i ferrovieri - di qualsiasi impresa gestore o divisione - che lavorano sui binari sono sempre coinvolti, perché la rete ferroviaria è il nostro ambiente di lavoro e l'essere o meno vittima di un disastro ferroviario, per noi lavoratori, per i nostri viaggiatori e anche per chi vive nei pressi delle linee, è una evenienza affidata solo al caso e non all'appartenenza a questa o quella impresa. Ci auguriamo che il ministro Delrio - o chi lo sostituirà - intervenga tempestivamente per richiamare tutta la struttura ministeriale ad un più consono approccio alla trasparenza degli atti e delle attività istituzionali e in particolare a quelli riguardanti la sicurezza ferroviaria. Senza trasparenza, concludono, non c'è sicurezza”.

 

26-4-18