Sabato 21 Ottobre 2017
Lavorare stanca e di lavoro si muore. 28 aprile: Giornata mondiale della Prevenzione PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti   
Mercoledì 28 Aprile 2010 13:04

Mediamente ogni anno muoiono nel mondo 2.000.000 di persone, circa 1.300 in Italia a causa di incidenti sul lavoro ed altre centinaia rimangono afflitte da invalidità gravi...

Un orologio maledetto sembra scandire l’attimo in cui una vita si perde negli ingranaggi di un sistema produttivo nemico dell’uomo: ogni sette ore una vittima, sempre così da anni…
Nell’occasione della “Giornata mondiale della prevenzione” ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio all'INCA-CGIL impegnata a Cesena in una iniziativa nell'ambito della Giornata.
Secondo il Presidente"è necessario concorrere efficacemente a definire e promuovere le strategie volte a combattere il drammatico fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro per radicare una cultura della legalità, della sicurezza e della promozione del buon lavoro e della buona impresa” ".
L’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), organismo dell’ONU composto da rappresentanti dei Governi, delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali, ha elaborato per il 2010 un documento che dovrà caratterizzare l’impegno in tutti i Paesi.
A proposito, recependo il significato e l’importanza del documento dell’OIL,La C.G.I.L. lancia un allarme : “in Italia si faccia di più !”.
La segretaria confederale Paola Agnello Modica chiede che “Il 28 aprile divenga l’inizio di una seria valutazione delle azioni da perseguire per garantire la tutela psico-fisica di chi lavora, con la relativa assunzione di responsabilità sia delle istituzioni che dei datori di lavoro”.  “Troppi lavoratori e lavoratrici – secondo la dirigente della CGIL - continuano a morire a causa del lavoro, troppi restano gli infortuni e le malattie causate dal lavoro e troppo basse sono le rendite e gli indennizzi per queste persone e le loro famiglie. Le pur piccole riduzioni del numero di incidenti non possono assolutamente essere considerati soddisfacenti. Il problema è grave e grave è anche il fatto che se ne parli solo in caso di avvenimenti eclatanti”.
La CGIL torna a chiedere quindi  l’attuazione del Testo Unico  ottenuto nel 2008 tanto più urgente – insiste Agnello Modica – “tenuto conto della crisi da una parte e della progressiva destrutturazione dei rapporti di lavoro e delle tutele che questo Governo persegue (vedi arbitrato, deroghe ai contratti nazionali, vigilanza, ecc…)”.
Mentre scriviamo, più rapida delle nostre battute che non riescono a star dietro all’orologio maledetto, batte una agenzia di stampa: “E' morto oggi (28 aprile) un operaio dopo la caduta in un silos di grano, in un'azienda agricola di Cerignola (Foggia). Tre lavoratori stavano effettuando lavori di manutenzione, quando uno di loro è caduto sul grano restando incastrato. Gli altri due hanno cercato invano di soccorrerlo, poi hanno lanciato l'allarme. I Vigili del fuoco stanno estraendo il corpo dell'uomo, un 50enne foggiano, il silos è stato posto sotto sequestro”.
Quanti giornali domani riporteranno la notizia e con quale risalto?
Il rischio è che si faccia l’abitudine a questi eventi e che le persone che lavorano finiscano per diventare meri ingranaggi di un sistema e non uomini di carne e cervello, titolari di diritti che la “Giornata” di oggi celebra in Italia a cavallo del “25 aprile” e del “Primo Maggio” due pagine della Storia d’Italia che quei diritti li portano scritti in cima, anche con il sangue di tanti lavoratori.


28-4-10