Mercoledì 18 Ottobre 2017
Il sindacato a fianco dei lavoratori greci in lotta PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Martedì 04 Maggio 2010 15:01

Dall'Italia, dal mondo del lavoro, attraverso la voce della Cgil, di Rdb e Sdl giunge in Grecia la solidarietà ai lavoratori in lotta contro le drammatiche misure imposte dal Fmi e dall’Ue con il piano finanziario di aiuti...

Mercoledì 5 maggio, in contemporanea con lo sciopero generale in Grecia, RdB e SdL hanno dato appuntamento alle ore 16,00 in via Mercadante 36, davanti all’Ambasciata greca, per un sit-in di sostegno ai lavoratori greci in lotta. Un gesto di lotta e solidarietà poiché, come sempre accade, a pagare i prezzi più alti delle crisi economiche sono sempre i lavoratori e in particolar modo i lavoratori pubblici. In queste ore proseguono le proteste e gli scioperi in Grecia, e sull’Acropoli è stato affisso uno striscione con l’eloquente scritta: "Gente d'Europa ribellatevi".
“Gli istituti finanziari internazionali – dichiarano in una nota RdB e SdL - gli stessi che hanno inondato il mondo con fondi spazzatura determinando la più grave crisi economica mai conosciuta, che sono stati salvati dal fallimento con l’aiuto generosissimo dei governi occidentali a spese dei contribuenti, hanno determinato il collasso della Grecia. Ora a pagare saranno i soliti di sempre: lavoratori pubblici a cui vengono tagliate indennità e tolte tredicesima e quattordicesima, pensionati a cui vengono congelate le pensioni, dipendenti privati che si vedono togliere il 15% dei propri salari; e poi aumento dell’età pensionabile a 67 anni, privatizzazione dei servizi pubblici, aumenti dell’IVA, blocco delle assunzioni, liberalizzazioni del mercato del lavoro e precarietà e licenziamenti a dismisura. La Grecia dovrà restituire complessivamente 110 miliardi di euro, il cui peso ricadrà tutto sulle spalle dei lavoratori e dei ceti popolari, e già la speculazione ha messo nel mirino Portogallo, Spagna, Irlanda e la stessa Italia non se la passa troppo bene”. Per questi motivi, “a sostegno della resistenza dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati greci  a cui un sistema economico basato sulla speculazione e sul profitto sta togliendo il futuro, la Federazione Nazionale RdB e SdL Intercategoriale indicono per domani, mercoledì 5 maggio, un sit-in presso l’Ambasciata greca a Roma.”
Forte la solidarietà espressa dalla Cgil, che in una nota sottolinea come “l’Ue ha mostrato tutta la sua inadeguatezza, dilazionando un intervento che, solo pochi mesi fa, sarebbe stato molto più contenuto e certamente più risolutivo. Le misure draconiane ora imposte alla Grecia non saranno in grado di risolverne la condizione debitoria, colpiranno la domanda interna, accentuando la crisi, la disoccupazione, l’impoverimento dei lavoratori. Al contrario sarebbero necessarie politiche economiche, fiscali e di bilancio, coordinate a livello continentale che, attraverso la ristrutturazione del debito su un periodo più lungo di rientro, consentissero al governo greco di affrontare l’assalto speculativo dei cosiddetti mercati, senza soffocare la propria economia”. Secondo la segreteria confederale della Cgil “sarebbe necessaria una strategia europea per una ripresa economica socialmente ed ecologicamente sostenibile, costruita sulla base di programmi equilibrati ed equi, negoziati con i sindacati. Il sindacato internazionale si batte per l’introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie (volta a caricare parte dell’onere del risanamento sui massimi responsabili della crisi finanziaria, per il salvataggio dei quali nei mesi scorsi sono state spese ingenti somme di denaro pubblico); si batte per l’emissione di bond europei a sostegno di progetti per l’innovazione, le infrastrutture, la formazione e la riqualificazione di coloro che hanno perso il lavoro durante la grande crisi, si batte per una regolazione dei mercati finanziari e per un nuovo ordine internazionale in cui, accanto alle istituzioni finanziarie come il Fmi e la Banca Mondiale, sia data voce al lavoro attraverso la presenza dell’Oil in ogni sede decisionale”. Infine, conclude la nota della Cgil, "non è accettabile che i carichi siano ripartiti in modo diseguale a scapito dei lavoratori greci, che hanno già vissuto un’erosione progressiva dei propri diritti, delle proprie pensioni e dei redditi. Non possiamo permettere alla speculazione sui mercati finanziari di determinare l’evoluzione economica e sociale in Europa e di imporre il suo programma alla società, malgrado il fallimento del 2008 e la tragica recessione che ne è derivata”.


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