Giovedì 23 Novembre 2017
Lo Statuto dei Lavoratori compie 40 anni PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 20 Maggio 2010 10:50

La Legge 300, lo Statuto dei Lavoratori, porta la data del 20 maggio 1970. Lo Statuto dei Lavoratori compie oggi 40 anni, tra tentativi di cancellazione e continui attacchi ai diritti dei lavoratori, alle loro tutele, alla loro dignità...

Giuseppe Di Vittorio, che già nel 1952 parlava della necessità di uno Statuto dei Lavoratori, e poi Gino Giugni e Giacomo Brodolini furono i padri di questa importante legge che rese reali e cogenti alcuni importanti articoli della nostra Costituzione, come si disse allora, ma lo ripetiamo senza retorica, “con lo Statuto la Costituzione varcava i cancelli delle fabbriche”. Ricordiamo che in concreto, prima dello Statuto dei Lavoratori, gli articoli 39 e 40 della Costituzione (rispettivamente la libertà di organizzazione sindacale e il diritto di sciopero) non erano stati applicati. Così nacque una legge che metteva al centro la dignità del lavoratore e gli offriva uno strumento in più per contrastare il rapporto profondamente impari, che sempre è esistito ed esisterà, tra padrone e lavoratore. Una conquista fondamentale, frutto delle lotte operaie e studentesche di quegli anni, che segnò un cambiamento epocale nei rapporti di forza tra lavoratore e datore di lavoro. Il padrone non poteva più licenziare perché un lavoratore alzava la testa, chiedendo il rispetto dei propri diritti, o perché aveva la tessera di un partito o di un sindacato. Ma oltre all’articolo 18, ci piace ricordare il primo articolo dello Statuto: “I lavoratori, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa, hanno diritto, nei luoghi dove prestano la loro opera, di manifestare liberamente il proprio pensiero, nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme della presente legge”. Un articolo che, oggi, mentre si parla di “superamento” dello Statuto, viene troppo spesso ed in troppi posti di lavoro ignorato, anzi calpestato. Ed ancora l’articolo 9: “I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie 5 di 15 professionali e di promuovere la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica”; anch’esso in attesa di piena applicazione e non certo pronto per essere cancellato. E poi l’articolo 14: “Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all'interno dei luoghi di lavoro”. Questo solo per citare alcuni articoli che ci fanno comprendere come lo Statuto dei Lavoratori sia ancora oggi attualissimo, utile a tutti i lavoratori, “arma” contro i soprusi datoriali, e non una legge pronta per essere riscritta, ma eventualmente attuata pienamente ed estesa a quanti ancora non ne possono godere.

Alessandra Valentini


20-5-10