Mercoledì 18 Ottobre 2017
Licenziati...per sicurezza in un Paese dove muoiono 4 persone al giorno sul lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Mercoledì 02 Giugno 2010 00:00

 Di Alessandra Valentini - Se con la vicenda del licenziamento, anzi dei due licenziamenti (2006 e 2008), del macchinista e Rls Dante De Angelis, si poteva pensare che a licenziare per motivi di sicurezza fossero solo le Ferrovie dello Stato ci si è sbagliati di grosso...

Purtroppo in un Paese dove, nonostante leggi (forse non rispettaste), regole e controlli (insufficienti) seguitano a morire di lavoro circa quattro (a volte 5) persone al giorno, ci sono datori di lavoro che per ritorsione, per dare un esempio agli altri lavoratori, licenziano e perseguitano i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza o i lavoratori che si occupano di questo importante e vitale argomento. Oggi raccontiamo due storie, una conclusasi positivamente a Carrarra ed un’altra appena iniziata a Messina. In entrambi i casi i protagonisti sono due lavoratori che si occupano di sicurezza. A Messina, due giorni fa, il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza presso la Isotecnica Pannelli di Villafranca Tirrena (Me) è stato licenziato con una lettera fattagli recapitare a fine turno. La notizia è stata diffusa dalla Fim-Cisl: “la missiva - spiega in una nota Antonino Alibrandi, segretario provinciale del sindacato – è stata consegnata al lavoratore, che però ha rifiutato di firmarla. Così l'azienda ha deciso di inviarla all'abitazione del dipendente. Il licenziamento viene motivato con la riduzione del lavoro, ma appare strano che la decisione venga presa il giorno dopo la consegna alla direzione dell'azienda di un documento che chiede interventi a garanzia della sicurezza nello stabilimento che si trova nell'area della ex Pirelli”. Contro tale licenziamento, ieri, i lavoratori della Isotecnica Pannelli e Metallotecnica hanno proclamato uno sciopero di otto ore protestando all'esterno dei cancelli delle aziende.
A Massa Carrara, invece, davanti al giudice del Lavoro si è conclusa la vicenda di Andrea Bogazzi, portuale in servizio al porto di Marina di Carrara. Questa storia ha inizio nel 2008, quando Bogazzi venne licenziato dalla Porto Spa che lo accusava di aver danneggiato l'immagine della società intervenendo ad un convegno sulla sicurezza sul lavoro, Bogazzi intervenne come rappresentante della Cgil, ma secondo la Porto Spa, aveva lanciato accuse che mettevano in dubbio la sicurezza sulle banchine (fortissime le analogie con il licenziamento De Angelis del 15 agosto 2008). Dopo un lungo braccio di ferro tra sindacato e azienda e dopo l’intervento delle istituzioni si arrivò ad un accordo per reintegrare Bogazzi al suo posto di lavoro. Dopo pochi giorni, però, la Porto Spa non contenta, sospese il lavoratore per 10 giorni per motivi disciplinari. Ancora un provvedimento ingiustificato ed ingiusto. Proprio questo provvedimento di sospensione è stato annullato dalla sentenza del giudice del Lavoro che ha condannato la società al pagamento delle spese processuali.
Due storie che dovrebbero far pensare all’importanza dello Statuto dei Lavoratori, alle tutele e ai diritti negati e pure scritti in quella carta. Al valore della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui tanto si parla ma poco si fa, se pensiamo che coloro, gli Rls, che per legge dovrebbero controllare le criticità, segnalare, parlare vengono nei fatti perseguitati.

 

28-5-10