Mercoledì 13 Dicembre 2017
Sciopero generale: la Cgil in piazza, cortei in tutta Italia contro una manovra ingiusta PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 25 Giugno 2010 10:58

 “Sbagliata, iniqua, ingiusta e depressiva” è la manovra economica del governo secondo la Cgil che, contro le misure da lacrime e sangue messe in campo, ha indetto oggi lo sciopero generale.  I lavoratori hanno incrociato le braccia e in oltre un milione sono scesi nelle piazze e nelle strade d’Italia per manifestare.  Lo stop è di 8 ore per il pubblico impiego e di 4 nel privato, ad eccezione dei metalmeccanici che sciopereranno per 8 ore. Fermo anche il trasporto pubblico locale, con modalità diverse nelle varie regioni, e il trasporto ferroviario....

Contro lo sciopero aveva preso posizione la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, attaccando: “Contro cosa scioperano? Contro l'Europa, contro i mercati? La manovra va fatta”. A rispondere alla Marcegaglia sono state le tantissime persone che oggi hanno sfilato sotto il caldo per dire che il Governo doveva muoversi prima, invece di negare la crisi, e che non possono essere i lavoratori e quelli che il lavoro non ce l’hanno più a pagare maggiormente. La manifestazione principale si sta svolgendo in queste ore a Bologna dove gli organizzatori hanno contato 100mila partecipanti e dove ha parlato Susanna Camusso, vicesegretario generale dlla Cgil: “Questa manovra va cambiata perché la pagano solo i lavoratori, gli enti locali e i cittadini. Bisogna chiedere a chi più ha di contribuire in base alle proprie risorse. Bisogna anche non fare una manovra depressiva che riduce la crescita - ha aggiunto - ma una manovra che guardi all'occupazione e alla possibilità di rilanciare l' economia”.
Cortei anche a Roma, dove fra i 40 mila partecipanti sono stati urlati slogan contro il premier Berlusconi e il sindaco capitolino Alemanno, e a Milano dove, a sorpresa, ha sfilato anche il leader Pd Bersani. Nel corteo di Palermo invece sono state distribuite 100mila cartoline da inviare al presidente della Repubblica, con l'immagine di un'Italia lacerata per dire "Vogliamo restare italiani".  “E' un grido d'allarme per un Mezzogiorno abbandonato da un governo che non mette niente in campo per diminuire il divario", spiega la segretaria generale della Cgil siciliana, Mariella Maggio.
Ovviamente molto sentito il corteo di Napoli, aperto proprio dai metalmeccanici Fiom di Pomigliano applauditi da tutti i partecipanti. Tanti gli striscioni, da “No alla manovra del Governo, si alla ripresa dell’occupazione per gli investimenti in Campania e nel Mezzogiorno”, a quello dei Cobas “No al ricatto di Fiat, padroni e governo”. Ma quello più significativo, con la scritta “Siamo tutti di Pomigliano”, viene portato dai 100 operai dello stabilimento Fiat che indossano anche magliette con lo slogan “Pomigliano non si piega”.
“Anche un manager intelligente e planetario come Marchionne deve sapere che c'è un limite alle prerogative del sistema di impresa. Quel limite si chiama dignità dei lavoratori - ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, durante il corteo -  Qualcuno pensa che sia una strana questione sindacale. La partita che si è giocata a Pomigliano riguarda invece per intero l'idea di democrazia che c'è nel nostro Paese. Se la democrazia si ferma davanti ai cancelli di una fabbrica e se il diritto alla vita e alla salute valgono di meno, oltre i cancelli di quella fabbrica, vuol dire che si sta tracciando una storia, quella che per esempio riguarda l'articolo 1 della Costituzione. Una repubblica democratica fondata sul lavoro: questa è l'Italia che qualcuno vorrebbe seppellire”.

V.V.

25-06-2010