Mercoledì 18 Ottobre 2017
Alstom, azienda pronta a chiudere, gli operai protestano, manager bloccati in fabbrica per qualche ora PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Martedì 06 Ottobre 2009 21:20

             alstom                   
COLLEFERRO - Una lunga e intensa giornata quella vissuta dai lavoratori della Alstom di Colleferro che dalla mattina di martedì hanno dato vita ad una manifestazione pacifica ma decisa all’interno del sito di eccellenza per la costruzione e manutenzione dei treni. L’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica esplode quando un’agenzia batte la notizia di tre manager dell’Alstom “sequestrati” in fabbrica dagli operai. In realtà subito alcuni delegati e lavoratori di tutte le sigle sindacali escono fuori dai cancelli per informare che “non c’è nessun sequestro. Sono giorni che protestiamo, oggi, di fronte all’annuncio di chiusura dell’azienda, abbiamo deciso di mobilitarci con un sit-in all’interno dello stabilimento, sedendoci tutti nel piazzale davanti alla direzione”. Negli uffici della direzione si trovavano i tre manager Francesca Cortella, direttore del personale, Riccardo Pierobon, dell’ufficio comunicazione e Bruno Juillemet, vicepresidente delle risorse umane della multinazionale francese. Loro era stato l’annuncio che non bastano gli operai in cassa integrazione, entro nove mesi lo stabilimento di Colleferro dovrà chiudere, chi vuole può andare negli altri stabilimenti europei dell’Alstom. Ovviamente una proposta indecente per il 150 lavoratori, di cui circa la metà già in cassa integrazione, che sono consapevoli di lavorare per una azienda con i bilanci in attivo e nuove importanti commesse. Inoltre Colleferro dovrebbe essere un sito di eccellenza sia per la costruzione che per la manutenzione di gran parte del materiale rotabile che gira sule nostre strade ferrate. Alle 19,30 i tre manager sono usciti dallo stabilimento, confermando di essere stati sempre in una situazione tranquilla. Certo – aggiungiamo noi – non era agevole uscire passando sopra a 200 operari che manifestavano sdraiati per terra. Ma nessuna violenza, nessun sequestro.
alstomDi certo con la protesta di martedì i lavoratori hanno fatto accendere i riflettori su una situazione che non è difficile solo da oggi, la vertenza dura infatti da almeno due anni. “Abbiamo alle spalle due anni e mezzo di lotte – spiega Artenio Fanella della Fiom-Cgil – ora vogliamo risposte concrete. Siamo un sito importante, facciamo treni che servono, non si può chiudere”.  Gli operai sono preoccupati, la tensione è alta, la maggior parte di loro ha un’età compresa tra i 30 e i 45 anni, sono giovani, ma non giovanissimi, le auto sono dotate tutte di un seggiolino da bimbo. E allora si capisce che il timore e la rabbia sono tanti.
Nel pomeriggio le organizzazioni sindacali sono entrate in fabbrica per affiancare i lavoratori nelle loro protesta, poi è stata la volta delle istituzioni, con il sindaco di Colleferro, Cacciotti, e l’assessore regionale al Lavoro, Tibaldi. La quadra si è trovata dopo del 21, con un comunicato congiunto nel quale l’azienda “si impegna a restare nell’alveo delle procedure di ammortizzatori già aperte fino a tutto novembre 2009”; e sempre nel comunicato sono stati annunciati gli incontri del 9 e 16 ottobre: il primo in Regione, tra assessorato e Organizzazioni Sindacali; il secondo sarà invece un tavolo presso il Ministero con Alstom, Regione Lazio, Comune di Roma e Sindacati, un tavolo volto alla “costituzione di un polo pubblico-privato nazionale per le manutenzioni del materiale rotabile”. Poi entro il 28 novembre l’Alstom dovrà decidere se chiuderà o meno...


Insomma la protesta ha pagato, almeno in parte, facendo intervenire le istituzioni e fissando date certe per discutere del destino dell’Alstom e dei lavoratori, rivedendo il piano industriale dell’azienda. La strada è in salita e fuori dai cancelli qualche operaio dice che “oggi è finita 1 a 1”, un pareggio che ha tolto però gli operai dall’angolo e dal silenzio. Anche Pino Cappucci, segretario generale Cgil del comprensorio, ha sottolineato come “se non fosse uscita la falsa notizia del sequestro nessuno dava il giusto risalto a questa situazione. Ora, però, mi sento più fiducioso, sono stati assunti impegni concreti sui quali, insieme ai lavoratori, vigileremo”.
Intanto però la lunga giornata degli operai Alstom di Colleferro è proseguita con la nottata in fabbrica, tutti insieme, quelli al lavoro ed i compagni in cassa integrazione, uniti si lotta, uniti si può vincere.

Alessandra Valentini
06-10-09