Martedì 17 Ottobre 2017
Fiom, 9 ottobre sciopero generale. Tute blu in piazza contro licenziamenti e accordi separati PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Martedì 06 Ottobre 2009 00:00

La crisi economica in Italia, nonostante la rosea visione del governo, si continua a far sentire, soprattutto fra i lavoratori, che vedono a rischio il proprio posto di lavoro o, peggio, lo hanno già perso. E proprio la difesa dell’occupazione è al centro dello sciopero generale indetto per il 9 ottobre dalla Fiom-Cgil che chiede alle imprese il blocco dei licenziamenti e al governo un rafforzamento degli ammortizzatori sociali. I metalmeccanici incroceranno le braccia anche contro l’indebolimento del contratto nazionale, frutto degli accordi firmati da Cisl e Uil con Governo e Confindustria, mentre la Cgil rimane l’unica a chiedere la tutela dei diritti dei lavoratori....


Nel corso della conferenza di presentazione dello sciopero del 9, il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ha proposto la sospensione della trattativa in corso tra Federmeccanica, Fim e Uilm sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, per andare invece al referendum dei lavoratori sulle due piattaforme, una presentata da un lato da Cisl e Uil, l'altra dalla Cgil e già approvata da oltre 420.000 tute blu tramite referendum . “Sono i lavoratori che devono decidere sul contratto. Noi siamo disponibili ad un referendum sulle due piattaforme tra tutti le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici, il cui esito sia vincolante per tutte le organizzazioni sindacali”, ha affermato Rinaldini, ribadendo la contrarietà ad un ennesimo accordo separato.
Durante la conferenza stampa i rappresentanti della Fiom hanno illustrato anche i percorsi delle manifestazioni che accompagneranno lo sciopero e che si snoderanno nelle città di Roma, Palermo, Firenze, Napoli e Milano sotto lo slogan “contro i licenziamenti e gli accordi separati”.
Una mobilitazione significativa, quella indetta dalla Fiom, in un momento in cui nel nostro Paese il potere contrattuale dei sindacati è sempre più sotto tiro e a pagare il prezzo della crisi sono per primi i lavoratori. Basti pensare che per il 2010, mentre gli altri Paesi dell’Ue si avvieranno ad una ripresa economica, le stime Ires parlano di un forte calo occupazionale in Italia, con un tasso di disoccupazione del 10% e 580 mila lavoratori che perderanno il posto.

Valentina Valentini
8-9-09