Lunedì 16 Ottobre 2017
Operaio muore nella sottostazione ferrovia Sepsa. Nel 2010 sei morti sul lavoro nel settore ferroviario PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 22 Ottobre 2010 19:27

Salvatore D’Angelo, 56 anni, di Napoli questo il nome dell’ultimo morto sul lavoro nel settore ferroviario, rimasto fulminato questa mattina da una scarica elettrica mentre stava lavorando in una cabina elettrica a Torregaveta nel napoletano...

Dipendente della ditta “Simec Systemi, stava eseguendo lavori per conto della GT impegnata in opere per il potenziamento della sottostazione della ferrovia Sepsa (l'azienda che gestisce la Ferrovia Cumana e la Ferrovia Circumflegrea della provincia di Napoli). D’Angelo per tutta la notte aveva lavorato con la squadra poi sarebbe entrato in una cabina elettrica poco distante dal punto dove stava effettuando i lavori subito dopo il ripristino dell' alimentazione elettrica, qui è stato colpito dalla scarica elettrica. Purtroppo un copione già visto, lavoratori di ditte appaltatrici, incidenti sul lavoro “inspiegabili”, la sicurezza sempre all’ultimo posto. Tanti, troppi operai Fs e di ditte appaltatrici morti mentre eseguono lavori sui binari, nelle stazioni, nelle cabine dell’elettricità, opere per l’Alta Velocità. Mettendo semplicemente in fila le notizie di agenzia o i brevi articoli di cronaca locale, abbiamo contato 30 morti, solo in questo settore, negli ultimi quattro anni. Nel solo anno 2010, oltre a Salvatore D'Angelo, registriamo altri 5 morti: il 1° settembre è morto Fortunato Calvino, operaio del Gruppo Fs al lavoro sulla linea ferroviaria che collega la Campania con la Calabria. Il 4 agosto a Bologna Ravone muore Michele Mormile, investito da un treno regionale delle Fer diretto a Poggio Rusco, mentre lavorava per la ditta A&B Impianti, che ha in appalto lavori di potenziamento della linea Porrettana. Il 27 maggio  Luigi Borrelli, 31 anni, viene folgorato da una scarica elettrica mentre sta lavorando alla manutenzione della linea elettrica aerea della ferrovia, nella zona di Campo di Marte a Padova poco lontano dalla stazione. Il 15 marzo l'operaio Walter Pouli di 27 anni muore folgorato mentre effettua la manutenzione alla linea elettrica nella stazione Livorno Ferraris in provincia di Vercelli. Il 4 marzo Giuseppe Mazzarella, operaio impegnato in lavori sul tratto Cerignola-Foggia delle Fs, muore nella notte travolto dal treno regionale 12514, era dipendente della ditta appaltatrice Fersalento srl e era impegnato in lavori di sistemazione della massicciata.
Un elenco che deve far riflettere tutti: lavoratori, dirigenti e responsabili delle aziende (piccole e grandi), istituzioni, organismi preposti al controllo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. E proprio questi ultimi, che sono quelli più vicini ai pericoli ed alla loro percezione, spesso vengono ignorati o peggio. Non possiamo fare a meno di ricordare la sanzione di Trenitalia nei confronti del macchinista Dante De Angelis e delle precisazioni dell’azienda a seguito della diffusione della notizia. Pochi giorni fa, il 18 ottobre in un lancio Ansa ed il 19 a mezzo stampa, Trenitalia è intervenuta per dare precisazioni in merito alla sospensione di 10 giorni comminata al macchinista e Rls Dante De Angelis. Tra le altre cose Trenitalia, attraverso le parole di Federico Fabretti, Direttore Centrale Relazioni con i Media per le Fs, contestava al De Angelis proprio affermazioni riguardanti gli infortuni sul lavoro in ambito Fs, affermazioni all'origine della contestazione. L’antefatto risale ad un articolo apparso sul "Tirreno" nel mese di luglio, nel quale, riportando il resoconto di un dibattito pubblico sulla sicurezza, al De Angelis veniva attribuita dall'articolista la parola “mesi” (errata) invece di “anni”; lo stesso De Angelis, avendo avuto notizia dell’errore proprio a seguito della contestazione provvedeva a chiedere pronta e dovuta rettifica, pubblicata correttamente dal giornale, ma questo non è bastato ad evitargli la sanzione. La circostanza singolare è che a fronte della rettifica (dove mesi è sostituito correttamente da anni) questa viene definita da Trenitalia contenente “dati ancora non veritieri e assolutamente discordanti da quelli reali”. Nella rettifica in questione il macchinista De Angelis parla di 23 morti negli ultimi quattro anni tra operai Fs e operai di ditte appaltatrici; i dati da noi raccolti sino ad oggi (ma facilmente reperibili da chiunque voglia) parlano di 30 morti; il signor Fabretti e Trenitalia di quali dati parlano per definire quei numeri non veritieri? Nelle loro banche dati quanti morti sul lavoro risultano? Più di 29? Meno? Visto che si affidano alla stampa dichiarazioni lapidarie come quella sopra citata sarebbe il caso di argomentarle per rispetto ai lettori stessi a cui Trenitalia si è voluta rivolgere.
Intanto, mentre ci si preoccupa di analizzare la “forma” delle dichiarazioni di un Rls, Salvatore D’Angelo va ad allungare un lista di morti dei quali nessuno sembra essere responsabile.

 

Alessandra Valentini

 

22-10-10