Martedì 12 Dicembre 2017
“Lavoro brado”, viaggio nel mondo del lavoro e dell’ingiustizia PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 15 Ottobre 2009 00:00

Un viaggio nel mondo del lavoro e, troppo spesso dell’ingiustizia, è quello che ci consegna Nevio Casadio, giornalista ed autore televisivo, e regista del film-documentario “Lavoro brado”. Il film è stato presentato anche in occasione della campagna promossa dall’Ires Cgil, “In regola. Emersione e legalità per un lavoro sicuro”.
Cinque storie di lavoratori e di diritti negati, cinque zone dell’Italia, cinque lavori diversi, il tutto legato dal filo rosso della ricerca di un lavoro sicuro, dignitoso, nel quale poter praticare i diritti individuali e collettivi spettanti ad ogni persona. Casadio racconta un mondo del lavoro che è sotto gli occhi di tutti, ma pur nella sua evidenza rimane nascosto, ai margini, ai margini anche dell’informazione e così storie di ordinaria ingiustizia diventano storie dimenticate, storie degli ultimi....


Il viaggio ha inizio nel mercato ortofrutticolo di Milano, dove Giovanni Dioti Iose, un sindacalista coraggioso o che semplicemente vuole fare il proprio dovere, vive in un clima di minacce ed intimidazioni perché reclama per i lavoratori dell’Ortomercato meno abusi e più sicurezza.
Ad Ercolano di Napoli, Nicola Iacopino racconta la tragedia di una vita. Il figlio, Francesco, lavoratore in nero, cade da un’impalcatura nel posto dove faceva il muratore, il suo corpo viene abbandonato sul ciglio di una strada, simulando un incidente per nascondere la barbara e crudele verità di datori di lavoro che usano i corpi dei lavoratori come carne da macello.
E di sicurezza e diritti parla anche la testimonianza di Dante De Angelis, macchinista e delegato alla sicurezza nelle Ferrovie, licenziato da Fs proprio perché, esercitando la sua funzione di Rls, aveva denunciato situazioni di poca sicurezza per lavoratori e viaggiatori. Per lui il licenziamento in tronco da parte della più grande azienda di servizio pubblico statale.
Da Bari il racconto della sociologa Laura Sisto, che ricorda l’uccisione del padre, assassinato per aver denunciato vicende legate al racket del lavoro.
Da Sud a Nord, quando si parla di lavoro negato, insicuro e senza tutele, l’Italia non ha differenze. A Venezia l’avvocato Silvia Manderino racconta la difesa degli operai delle industrie chimiche di Marghera e dei loro familiari, tutti vittime di sostanze killer presenti negli stabilimenti, nell’aria, ma anche nelle tute da lavoro che gli operai riportavano a casa la sera.
Il film “Lavoro brado”, del quale va segnalata anche la sapiente colonna sonora, ci consegna in 60 minuti la storia di un’Italia di diritti distorti. Ma questo reportage è anche una denuncia forte per spingere la società e le istituzioni a fare di più per garantire – come ci si aspetterebbe da un paese civile e moderno – un lavoro che non debba mai essere causa di morte, di ingiustizie e di soprusi.

Alessandra Valentini


11-10-09