Martedì 22 Maggio 2018
Fiat. Assemblee a Mirafiori. Marcegaglia e Marchionne a New York PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 09 Dicembre 2010 08:24

Mirafiori. Dopo la rottura di sei giorni fa, ora tocca agli operai, che potranno dire la loro nelle assemblee, oggi quella della Fiom, domani le altre sigle sindacali. Giorni decisivi per la trattativa sullo stabilimento Mirafiori della Fiat...

E mentre si riuniscono i lavoratori Fiom, a New York Emma Marcegaglia incontra Sergio Marchionne. La presidente di Confindustria vuole capire le necessità dell'a.d. di Fiat e «fino a che punto possiamo spingerci» tenendo conto «di tutte le imprese che Confindustria rappresenta, non solo della Fiat». E questo vale anche per le regole delle relazioni sindacali su cui Marcegaglia ha ricordato il proprio sforzo «per cambiarle» riconoscendo che la Fiat «sta facendo un grande lavoro». Da parte sua, Marchionne spiegherà i suoi 'piani b', fra cui quello di produrre negli Usa, e ribadirà che l'importante è «garantire a Fiat la governabilità» di Mirafiori. E potrebbe essere affrontata anche l'idea di un'eventuale fuoriuscita di Fiat da Confindustria che potrebbe voler dire uscire dal contratto nazionale dei metalmeccanici. Resta la tensione sul fronte sindacale, nonostante Fim e Uilm abbiano manifestato disponibilità a un incontro con la Fiom. Sigle fra cui si inserisce la Fismic, con il segretario generale, Roberto Di Maulo, che avverte: «Se la trattativa su Mirafiori dovesse fallire, mi riservo di diffondere una sorta di Wikileaks all'italiana sugli oscuri intrecci tra Confindustria e Cgil-Cisl-Uil». Secondo Di Maulo, per arrivare a una conclusione positiva della trattativa con Fiat prima di Natale, «basterebbe che le parti recepissero integralmente l'accordo su Mirafiori-Pomigliano nel contratto nazionale, definendolo come normativa specifica per il settore automobilistico all'interno dello stesso contratto», come proposto dall'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. Tensione tra Fiom e Fim dopo le dichiarazioni di Claudio Chiarle, leader della Fim Torino sullo sciopero  di lunedì indetto dalla Fiom, dichiarazioni cui risponde Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese: «lunedì la Fiom ha fatto il suo dovere e gli altri sindacati dov'erano? È curioso quanto sostiene Chiarle soprattutto alla vigilia delle assemblee, dopo che per una settimana la Fim si è fatta sentire solo per dire che non era d'accordo a svolgerle». «Per fortuna - sottolinea il segretario della Fiom - le assemblee si fanno, anche grazie alla petizione dei nostri delegati e allo sciopero spontaneo che la Fiom ha coperto. Le altre organizzazioni - osserva Bellono - non possono nascondersi dietro alle difficoltà di una situazione segnata dai ricatti della Fiat e nella quale i lavoratori sono stati in fabbrica 4 giorni in un periodo di massiccio ricorso alla cassa integrazione».

9-12-10