Mercoledì 22 Novembre 2017
Geas. Precettati i lavoratori. In tre minacciano di buttarsi dal tetto della Stazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 10 Dicembre 2010 10:51

Va avanti da mesi la protesta dei lavoratori Geas, ma questa mattina la Digos ha consegnato ai lavoratori dell’impresa di pulizie treni la precettazione da parte del Prefetto di Cagliari per i giorni dal 10 al 13 dicembre...

Tuttavia tre operai continuano la loro protesta, occupando il tetto della stazione di Sassari e minacciando di buttarsi giù. Sotto l'edificio sono giunte due squadre dei Vigili del fuoco. I lavoratori chiedono, ancora, il pagamento degli stipendi arretrati e la garanzia occupazionale per il futuro. I tre operai sono asserragliati da due giorni sul tetto della stazione e ieri hanno ricevuto anche la visita del sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, che ha portato loro la solidarietà della città ed ha parlato a lungo con gli operai esasperati a causa di un'estenuante vertenza con i vertici di Trenitalia.  Oggi, nonostante parte dei lavoratori della Geas, che effettuano le pulizie sui treni, siano tornati al lavoro - a seguito al decreto di precettazione - è ancora lenta e graduale la ripresa della circolazione. I treni sono ancora fermi nei depositi, le carrozze non vengono ancora pulite e le officine sono ancora chiuse. La Salpas Orsa denuncia anche le condizioni in cu si lavora in queste ore. «I lavoratori sono rientrati a lavoro - ha detto Davide Fenu, segretario regionale della Salpas Orsa - ma non ci sono le condizioni per poter svolgere le mansioni in sicurezza: mancano gli indumenti antinfortunistica, carrozze e officine non sono state disinfestate, le squadre sono pronte a occuparsi di pulizia e manutenzione, ma non c'è nessuno che dà gli ordini e manca il registro di sicurezza, la Polizia è qui e sta registrando il quadro della situazione». Sconcerto inoltre tra i lavoratori per la precettazione. «Una decisione senza precedenti. Non è giusto che precettino i lavoratori e lasciano impuniti i responsabili di questa situazione drammatica - sbotta Bruno Mallocci, un lavoratore - non siamo stati licenziati dalla Geas, non ci ha ancora assunto la nuova impresa, allora qualcuno ci dica per chi dobbiamo lavorare?». In un continuo scarico di responsabilità tra Trenitalia e Geas l’unica certezza è che i lavoratori da mesi non vengono pagati e attualmente non sanno se avranno ancora un lavoro. Anche in questo caso una storia di ingiustizia quotidiana che sempre più spesso riguarda il mondo del lavoro.

 

A.V.

 

10-12-10