Mercoledì 15 Agosto 2018
Fiat. A Mirafiori accordo separato. Fiom, è una vergogna PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 24 Dicembre 2010 08:23

Per gli industriali è un ottimo accodo, per la Fiom-Cgil è una vergogna. Così a Mirafiori come a Pomigliano oggi è ancora accordo separato tra Fiat e sindacati. Anche a Mirafiori la Fiom non ci sta a firmare un accordo che in un solo colpo cancella il contratto nazionale, riduce la democrazia nei luoghi di lavoro e rende il sindacato un orpello utile e accettabile solo se fa comodo ai padroni. Ma la Fiat, confortata da Uil, Cisl e Ugl, va avanti, ignorando il sindacato di categoria più rappresentativo...

Per Marchionne Mirafiori «inizia oggi una nuova fase della sua vita» e fa la sua joint venture con Chrysler. Il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, parla, invece, di «accordo vergognoso. Per la prima volta si cancella di fatto l'esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori, impedendo ad un'organizzazione, tra l'altro la più rappresentativa del comparto e non solo della Fiat, di avere uomini e rappresentanze». Landini conferma che le condizioni dell’accordo «peggiorano quanto fatto a Pomigliano. Si riducono le garanzie per i lavoratori e si conferma che non si vogliono pagare i primi giorni di malattia, con sanzioni che possono arrivare fino al licenziamento per i lavoratori che dovessero decidere di scioperare. Tutto questo è grave e riteniamo che non sia vero che c'è bisogno di fare questo per fare gli investimenti: i turni, così come la flessibilità, si possono aumentare anche con questo con questo contratto nazionale. Come Fiom abbiamo sempre detto che siamo disposti a discutere prima di scioperare. Ma abbiamo sempre avuto a che fare con una controparte che vuole solo un sindacato corporativo e aziendalista, superando l'idea del sindacato confederale. Così facendo, si lede la libertà di ogni singolo lavoratore di aderire all'organizzazione sindacale che meglio lo può rappresentare».
Ora l’intesa sull’accordo sarà sottoposta a referendum tra i lavoratori, anche qui un referendum stile Pomigliano. Per Landini un referendum in tali condizioni «è illegittimo, perché si chiede ai lavoratori di rinunciare ai diritti, siamo oltre il ricatto».

 

A. V.

 

24-12-10