Martedì 22 Maggio 2018
Mirafiori. Verso il referendum con l’Epifania metalmeccanica della Fiom PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Venerdì 07 Gennaio 2011 13:21

Il 28 lo sciopero della Fiom, ma intanto il 13 e 14 ci sarà il referendum a Mirafiori sul famigerato accordo...

In queste ore, in questi giorni, di certo quell’accordo digerito così facilmente da Fim, Uilm, Ugl, non ha lasciato indifferente l’opinione pubblica, quella parte che ha compreso la portata di quell’accordo in termini di perdita di diritti e dignità del lavoro: così abbiamo visto l’appello del mondo della cultura, degli intellettuali, ma anche una lettera di ex delegati Fim e Ulmi che si sono rivolti ai sindacati di cui sono stati attivisti per esprimere la loro indignazione per quella firme (da Pomigliano a Mirafiori). Insomma qualcosa si muove. Anche ieri, in occasione della Befana, a Torino alcune centinaia di persone hanno partecipato nel pomeriggio al presidio organizzato dalla Fiom, nella centrale piazza Castello, per celebrare quella che la stessa Fiom ha definito «Epifania metalmeccanica», un ulteriore momento per protestare contro l'accordo siglato dalla Fiat e dagli altri sindacati. Striscioni contro l’accordo, volantini, bandiere Fiom e Usb, copie dell’appello a sostegno della Fiom promosso da Micromega, tutto questo c’era nella calza della Befana in tuta blu. Una Befana che ha parlato alle persone che passavano di argomenti importanti, fondamentali – comunque la si pensi – nel giorno della corsa ai saldi e delle immagini di persone in fila per ore per comprarsi la maglietta all’ultimo grido con il primo sconto. Ma per la Fiom, che sarà in piazza anche domani, «Il lavoro non è in saldo». «Visto che il lavoro umano non è una merce ha detto Giorgio Airaudo, responsabile del settore auto per la segreteria nazionale della Fiom-Cgil - vogliamo utilizzare questa giornata per dire che il lavoro non è in saldo, nè a Mirafiori nè altrove: per queste ragioni - ha concluso - sono indispensabili i contratti nazionali e non sono accettabili contratti solo aziendali e individuali, che lascerebbero i lavoratori da soli».

A. V.

 

7-1-11