Lunedì 18 Giugno 2018
Fiat. Domani il voto. Lavoratori ThyssenKrupp al fianco della Fiom e l’Azienda invita a votare si’ PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Mercoledì 12 Gennaio 2011 11:59

Domani si aprirà a Mirafiori il voto sull’accordo siglato da Fim, Uilm, Ugl ma non dalla Fiom. Oltre 5000 lavoratori saranno chiamati a referendum in un clima tutt’altro che normale e democratico. Proprio oggi la Fiom denuncia la circostanza che i dirigenti Fiat stanno incontrando gruppi di lavoratori per chiedere di votare sì...

«Nel silenzio dei sindacati firmatari - accusa Giorgio Airaudo della Fiom- l'Azienda ha assunto non solo la guida diretta del fronte del sì, ma addirittura l'iniziativa di sostituirsi ai sindacati stessi. A questo fatto, già clamoroso, se ne aggiunge un altro gravissimo. I capi dicono ai lavoratori delle Carrozzerie che il testo dell'accordo - che è stato distribuito ai lavoratori solo dalla Fiom, ovvero dal sindacato che non lo ha sottoscritto - non sarebbe l'ultima versione dell'accordo stesso. Questa è una patente bugia che, evidentemente, viene diffusa a scopi puramente propagandistici». La tensione è altissima, dentro e fuori dalla fabbrica, nel mondo politico, in quello sindacale, tra la società civile, fervente il dibattito.
Un referendum, quello del 13 e 14 gennaio, che si svolge con la minaccia Marchionne: o vincono i sì o chiudiamo tutto; un referendum che vede la Fiom – mobilitata a sostenere le ragioni del No – stretta tra una le ragioni di un lavoro dignitoso, sicuro, con pieni diritti per chi lavora e il rischio di rimanere fuori da Mirafiori in caso di vittoria dei sì.
Intellettuali, giuristi, ex sindacalisti si sono affiancati alla Fiom nel sostenerne le ragioni, ben comprendendo che la posta in gioco va ben oltre Mirafiori, ma è un attacco mortale alla democrazie e alle regole sindacali. Teso anche il rapporto con la Cgil, al fianco della Fiom, ma non a costo di rimanere fuori da Mirafiori.
Si guarda al dopo referendum, avendo sullo sfondo l’appuntamento dello sciopero del 28 gennaio, una data sulla quale la Fiom ha registrato adesioni e solidarietà. Ricordiamo, tra queste, gli operai ThyssenKrupp di Torino, che in una nota danno la loro adesione, sottolineando come «con il sostegno legale della Fiom abbiamo intentato, per la prima volta in Italia, una causa contro l’Azienda, attraverso la costituzione di parte civile di 44 lavoratori, perché venga riconosciuto un risarcimento per aver lavorato in condizioni di totale abbandono e assoluto degrado e con gravissime carenze sul piano della sicurezza». Puntano il dito verso le scelte del Governo e verso accordi come quelli di Pomigliano e Mirafiori che portano a «condizioni di lavoro precario e insicuro come quelle che hanno reso possibile la peggiore tragedia sul lavoro in Italia degli ultimi decenni: la ThyssenKrupp». Per questo, dicono gli operai della Thyssen, è «importante sostenere la Fiom nelle legittime rivendicazioni politiche avanzate: la rappresentanza sindacale sancita dalla Costituzione, il suo ruolo di baluardo a difesa dei diritti dei lavoratori».

 

Alessandra Valentini

 

12-1-11