Mercoledì 18 Ottobre 2017
Nel 2010 più di mille vittime del lavoro. Nel 2011 quattro morti in tre giorni PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Valentini   
Venerdì 14 Gennaio 2011 11:23

Questa mattina, intorno alle 10,15, si è consumato l’ennesimo incidente sul lavoro. Dalle prime informazioni si tratterebbe di un ascensorista rimasto schiacciato mentre stava eseguendo alcuni lavori in uno stabile in via Ravizza, Milano. La polizia è sul posto per chiarire la dinamica dell’incidente...

Purtroppo non si tratta di un caso isolato, il 2011 infatti si è aperto con un gran numero di incidenti sul lavoro. Ieri un operaio, Francesco La Motta di 39 anni, è morto schiacciato da un elevatore mentre stava lavorando all'interno di un cantiere a Ponticelli, quartiere periferico di Napoli. In provincia di Taranto, un operaio è precipitato dall'altezza di sette metri mentre era intento a verificare la possibile installazione di pannelli solari in un'abitazione privata, ora è ricoverato in gravi condizioni.
Due morti sul lavoro anche mercoledì. Claudio Liaci, 50 anni, ha perso la vita per il crollo di un solaio mentre stava lavorando in un cantiere edile a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, mentre a Capri è morto Raffaele Buonocore, 43 anni, colto da un malore mentre lavorava in un cantiere allestito per lavori di ristrutturazione di una villa. La magistratura ha aperto un’inchiesta perché sembra che l’operaio lavorasse in nero, indagati per questo un altro operaio e il titolare del cantiere.
Il 2010 si è chiuso tragicamente con mille e ottanta morti sul lavoro, una media superiore a tre decessi al giorno. Il dato, fornito dall'Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro di Bologna, è in aumento rispetto al duemilanove quando, secondo l'Inail, le morti bianche erano state mille e cinquanta. Con il nuovo anno nulla sembra essere cambiato in fatto di sicurezza sul lavoro, si continua a morire, si continua a lavorare senza tutele, spesso in nero e l’impegno di aziende ed istituzioni non sembra ancora sufficiente. Se poi si va a guardare l’ultima campagna per la sicurezza del ministero del Lavoro è difficile reprimere un po’ di rabbia, un riso amaro davanti allo slogan “Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene”. Come a dire che Francesco La Motta, Claudio Liaci e gli altri lavoratori morti in questi giorni non si volevano bene? Non volevano tornare a casa ad abbracciare i propri figli, a cenare con la famiglia, a vedere la partita di calcio con gli amici come fanno gli operai dello spot, quelli che pretendono la sicurezza perché si vogliono bene? Sembra davvero una beffa, una distorsione quella di far pensare che la sicurezza vada chiesta quando invece è un diritto, una distorsione far ricadere la responsabilità solo sui lavoratori, e i datori di lavoro che ruolo hanno? Quello di tenere i lavoratori sotto ricatto? Di far accettare contratti che limitano sempre più tutele e diritti, e quindi anche la sicurezza? Di approfittare di una crisi per la quale il lavoro non c’è e chi lo trova è disposto a tutto pur di non perderlo?
Nei primi giorni del 2011 l’unica sicurezza sembra essere solo quella dell’insicurezza, è tempo di correre ai ripari e di riscoprire la centralità del lavoro e dei lavoratori, che meritano dignità e diritti.

 

Valentina Valentini

 

14-01-2011