Mercoledì 18 Ottobre 2017
Oggi cinque morti sul lavoro: una vergogna nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Valentini   
Giovedì 27 Gennaio 2011 18:16

Carmelo Costanzo, Casimiro Arvonio, Salvatore Cordaro, Michele Capitani e un operaio bergamasco di cui ancora non si conosce il nome: questo l’elenco atroce degli odierni morti sul lavoro...

Carmelo Costanzo è morto a Policoro, lavorando sulla linea jonica delle Ferrovie dello Stato, è stato travolto da una macchina utilizzata per la rimozione di binari e pietrisco; Casimiro Arvonio, di 30 anni è rimasto schiacciato da tre bobine metalliche del peso di una tonnellata l'una; Salvatore Cordaro, aveva 41 anni, lavorava in una cava è stato travolto dal materiale staccatosi dalla roccia; Michele Capitani, 62 anni, di Pinerolo (Torino), un volontario era caduto ieri pomeriggio nella tromba del montacarichi del Teatro Sociale cittadino di cui curava l’allestimento; l’operaio di 53 anni è morto mentre stava potando alcune piante al ciglio di una strada.
Un elenco che ogni giorno diventa più lungo, mentre parlare di sicurezza sul lavoro diviene un argomento di cronaca e non un tema di riflessione ed azione politica e normativa. Sull’ennesimo incidente in ambito ferroviario, riportiamo le parole di Franco Bettoni, Presidente nazionale dell'Anmil: «Le dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa dall'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, che ha assicurato un forte impegno sul terreno della sicurezza sul lavoro sono state drammaticamente smentite dai fatti. A pochi giorni dalla morte di Antonino Micali - afferma Bettoni - siamo costretti a piangere una nuova vittima del lavoro nel settore ferroviario e all'inevitabile sgomento per il tragico incidente avvenuto stanotte a Matera, in cui ha perso la vita Carmelo Costanzo, di soli 46 anni, si accompagnano inquietanti interrogativi sulla mancata sicurezza. Non possiamo non rilevare la forte contraddizione all'interno di un'azienda all'avanguardia nell'utilizzo delle nuove tecnologie e nell'offerta sempre più ampia e rispondente alle esigenze di un'utenza elevata, a fronte di una carente attenzione verso le fasce più deboli. In questo ovviamente - conclude il Presidente dell'Anmil - ci riferiamo sia ai disagi che vivono quotidianamente i pendolari sia, e soprattutto, alle precarie condizioni in cui operano coloro che lavorano per le Ferrovie». Anche per i ferrovieri della storica rivista “ancora In Marcia!” è necessario «produrre il massimo impegno possibile affinché la sicurezza e la prevenzione degli infortuni sulla rete ferroviaria e sui treni in generale, riceva la giusta attenzione dalle istituzioni, in particolare dalla magistratura, dalle Asl e dagli ispettorati del lavoro». Ricordiamo che nel settore ferroviario i morti negli ultimi quattro anni sono 32, come riportato anche nei giorni scorsi sul nostro sito. Numeri inquietanti che si sommano a tutti gli incidenti mortali sul lavoro negli altri settori, un bilancio non degno di un Paese civile e moderno, una vergogna nazionale. Così contiamo i morti in un Paese che pensa a ridurre i diritti dei lavoratori, e quindi la loro sicurezza, un Paese ed una politica concentrate su tutt’altre faccende, così distanti da chi lavora per 800 euro al mese e magari ci lasci anche la pelle.

 

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A.V.

 

27-1-11